Selfie tra le fiamme: divampa la polemica social contro il sindaco di Monserrato Tomaso Locci
Vivi Quartu

Selfie tra le fiamme: divampa la polemica social contro il sindaco di Monserrato Tomaso Locci

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Admin Quartu.NET
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09 July 2026
11:33
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Selfie tra le fiamme: divampa la polemica social contro il sindaco di Monserrato Tomaso Locci.

L’imponente incendio che nel pomeriggio di mercoledì ha devastato circa cento ettari di territorio tra Monserrato e Selargius, minacciando abitazioni ed edifici e mettendo a dura prova la tenuta del sistema di soccorso, si è trasformato in un detonatore per un’accesa controversia mediatica che vede al centro dell’attenzione il primo cittadino di Monserrato, Tomaso Locci, finito sotto il fuoco incrociato delle critiche per aver pubblicato sul proprio profilo Facebook una serie di immagini che lo ritraggono in vesti di soccorritore improvvisato.

 

Le sessantasette fotografie postate, che immortalano Locci insieme al collega sindaco di Selargius, Gigi Concu, mentre impugnano le manichette antincendio senza indossare alcun dispositivo di protezione individuale (DPI) e in abiti civili, hanno scatenato una bufera di commenti negativi, con molti utenti che hanno bollato l’iniziativa come una forma di bieca propaganda, definendo l’intera sequenza una pagliacciata fuori luogo e irrispettosa nei confronti dei professionisti del soccorso.

Il sindaco di Monserrato e il sindaco di Selargius con i Vigili del Fuoco durante l’incendio

 

Il tenore delle reazioni apparse sul web è stato severo, con numerosi cittadini che hanno sottolineato come domare le fiamme sia un’attività ad alto rischio che richiede formazione specialistica e attrezzature certificate, criticando aspramente l’atteggiamento dei due primi cittadini, accusati di aver intralciato le operazioni di spegnimento pur di ostentare una presenza scenica volta a ricercare una ribalta pubblica del tutto inopportuna in un momento di grave calamità. Tra le voci più critiche si è levata quella di chi, cresciuto nell’esempio di familiari appartenenti al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, ha denunciato come gli atteggiamenti esibiti dai sindaci siano distanti anni luce dai valori di abnegazione, silenzio e sacrificio che animano quotidianamente chi lotta contro il fuoco, senza mai sentire la necessità di ricorrere a scatti celebrativi o selfie che rischiano di banalizzare un’emergenza di tali proporzioni. Di fronte a tale valanga di disapprovazione, Tomaso Locci ha reagito con veemenza e indignazione, respingendo al mittente le accuse di opportunismo politico e rivendicando con orgoglio il proprio operato sul campo, sostenendo di aver messo a rischio la propria incolumità fisica per salvare vite umane e animali che, in assenza di un suo intervento diretto, avrebbero potuto avere un destino nefasto.

Il primo cittadino di Monserrato, apparso ancora profondamente segnato dall’adrenalina vissuta durante le concitate fasi dell’emergenza, ha precisato che i selfie sono stati realizzati soltanto a conclusione delle operazioni, con il preciso intento di rendere omaggio al lavoro svolto dai ragazzi dei Vigili del Fuoco e dai volontari, sottolineando come la sua presenza sia stata fondamentale per convincere alcuni anziani residenti ad allontanarsi dalle proprie case, garantendo così la salvezza di cani, gatti, cavalli e asini intrappolati nel rogo. Locci ha insistito nel descrivere una situazione di estrema precarietà, in cui, vedendo la squadra di soccorso in difficoltà con il fuoco che minacciava di ripartire all’interno di un’abitazione, avrebbe agito d’istinto impugnando la manichetta, nonostante il dolore agli occhi provocato dal fumo e la mancanza di acqua da bere, narrando inoltre di due episodi particolarmente pericolosi in cui ha sfiorato il peggio: il primo a causa dell’esplosione di alcune bombole di gas che avrebbero scagliato frammenti metallici vicino a lui, e il secondo in occasione di un lancio effettuato da un Canadair che ha sfiorato la zona in cui si trovava. Definendosi un sindaco che non ha scelto di restare seduto comodamente al tavolo come altri esponenti politici definiti radical chic, Locci ha lanciato un contrattacco polemico verso chi, tra gli abitanti della zona, lo critica senza aver mosso un dito durante l’emergenza, giustificando la mancanza di calzature e abbigliamento adeguati con l’urgenza del momento e arrivando persino a ipotizzare la presentazione di denunce formali contro alcuni dei suoi detrattori più severi per tutelare la propria onorabilità in quello che, per il primo cittadino, rimane un episodio di generosità gratuita e non una montatura propagandistica.

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