Sa Scaba ‘e cresia, uno dei luoghi più misteriosi e spettacolari della Sardegna
Vivi Quartu

Sa Scaba ‘e cresia, uno dei luoghi più misteriosi e spettacolari della Sardegna

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Admin Quartu.NET
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15 July 2026
15:35
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Sa Scaba ‘e cresia, uno dei luoghi più misteriosi e spettacolari della Sardegna.

Il tempio ipogeico che custodisce segreti millenari all’interno di una montagna.

Sa Scaba ‘e Cresia Foto Sardegna Turismo

Nel cuore silenzioso e affascinante dell’Alta Marmilla, tra i dolci rilievi che circondano il territorio di Morgongiori, si cela un monumento nuragico di straordinaria bellezza e importanza storica: Sa Scaba ‘e Cresia, ovvero la “scala della chiesa”, uno dei luoghi più misteriosi e spettacolari della Sardegna. Questo maestoso tempio nuragico, ancora sconosciuto al grande pubblico e ai principali circuiti turistici, rappresenta un sito di inaudita rilevanza, configurandosi come un tempio dedicato all’acqua tra i più grandi e scenografici dell’Isola e forse di tutto il Mediterraneo, la cui struttura imponente e armoniosa lascia intuire non solo la profonda spiritualità di un popolo vissuto circa 3200 anni fa, ma anche la sorprendente abilità costruttiva che gli permise di edificare tale opera dentro la naturale frattura di una montagna.

 

La scalinata

Situato nel suggestivo paesaggio vulcanico del Parco del Monte Arci, vicino alla cima basaltica di Sa Punta ‘e Santu Marcu, il sito è identificabile con Sa Grutta ‘e is Caombus, nota anche come la Grotta dei Colombi, una frattura naturale nella roccia, una diaclasi che si estende per circa 150 metri con una larghezza di appena un metro e mezzo, addentrandosi profondamente nelle viscere della terra. Nota agli archeologi fin dalla metà del XX secolo, la grotta ha riservato scoperte sorprendenti, tra cui una maestosa scalinata in pietra basaltica di un metro di larghezza, composta da 3 rampe — di cui due visibili con 24 e 22 gradini — intervallate da pianerottoli che conducono verso un misterioso sotterraneo di stretti e tortuosi passaggi, come descritto dall’archeologo Giovanni Lilliu, considerato il padre dell’archeologia sarda.

 

Foto Sardegna Turismo

 

Alla base delle rampe si raccoglie l’acqua piovana, creando un ambiente quasi sacrale, dove gli scalini, costruiti con blocchi di basalto squadrati, sono arricchiti da simboli scolpiti quali incavi circolari, usati probabilmente per riti lustrali, e rilievi mammillari legati al culto della dea Madre, analoghi a quelli osservati in templi nuragici e tombe di Giganti. Identificata come un tempio ipogeico dedicato al culto delle acque risalente all’età del Bronzo recente, la struttura è stata purtroppo danneggiata nel tempo dai saccheggi ad opera di tombaroli e oggi l’accesso all’antico sito archeologico è possibile solo grazie all’intervento di esperti speleologi, poiché una frana ha bloccato l’ingresso originale, rendendo necessario transitare attraverso passaggi naturali.

 

Sa Scaba ‘e Cresia

 

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