Monastir, tensione nell’hotspot: crescono le fughe dei migranti e scatta l’allarme dei sindacati di polizia
Vivi Quartu

Monastir, tensione nell’hotspot: crescono le fughe dei migranti e scatta l’allarme dei sindacati di polizia

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Admin Quartu.NET
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23 June 2026
11:20
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Monastir, tensione nell’hotspot: crescono le fughe dei migranti e scatta l’allarme dei sindacati di polizia.

Il nuovo hotspot di Monastir è già al centro di forti preoccupazioni e polemiche. A pochi giorni dalla trasformazione dell’ex Centro di Prima Accoglienza in struttura destinata alla gestione dei migranti appena sbarcati, emergono criticità che, secondo i sindacati di Polizia, rischiano di compromettere il regolare funzionamento del sistema di accoglienza e di sicurezza.

La situazione viene descritta come estremamente delicata, al punto che gli operatori parlano apertamente di una struttura diventata una vera e propria polveriera, caratterizzata da personale insufficiente e da continue fughe di migranti che si allontanano prima ancora di completare le procedure previste dalla legge.

Da venerdì il centro ha assunto una funzione completamente diversa rispetto al passato. Quando operava come Centro di Prima Accoglienza, infatti, ospitava persone già identificate e suddivise secondo le diverse categorie amministrative, tra migranti economici, richiedenti asilo e altri profili previsti dalla normativa vigente. In quel contesto gli ospiti potevano muoversi liberamente e uscire dalla struttura senza particolari restrizioni. Con la trasformazione in hotspot, invece, il meccanismo è cambiato radicalmente. A Monastir arrivano ora migranti appena sbarcati sulle coste italiane, persone che devono essere sottoposte alle procedure di fotosegnalamento, identificazione e visita medica prima di essere inserite nei successivi percorsi amministrativi. Si tratta di una fase particolarmente delicata, durante la quale i migranti si trovano in uno stato definito di fermo di accertamento della durata di quarantotto ore e non possono lasciare la struttura fino al completamento delle verifiche previste. Proprio in questa fase starebbero emergendo le maggiori criticità. Secondo quanto segnalato dai sindacati di Polizia, numerosi migranti riuscirebbero ad allontanarsi dal centro poche ore dopo il loro arrivo, facendo perdere le proprie tracce prima ancora che vengano completate le procedure di identificazione.

Un fenomeno che, stando alle denunce degli operatori, si ripeterebbe con frequenza crescente e che alimenta forti preoccupazioni sia sotto il profilo organizzativo sia sotto quello della sicurezza. Al centro delle contestazioni vi sarebbe soprattutto la carenza di personale. Le organizzazioni sindacali evidenziano infatti come gli organici attualmente disponibili non sarebbero adeguati a gestire una struttura che, con il passaggio a hotspot, richiede controlli più stringenti e una vigilanza continua. La presenza di un numero limitato di operatori renderebbe particolarmente complesso monitorare gli ingressi, le uscite e i movimenti interni, favorendo così le fughe che si registrerebbero soprattutto durante le ore notturne. Le preoccupazioni riguardano anche il futuro immediato della struttura.

L’incremento degli sbarchi e il conseguente aumento degli arrivi potrebbero infatti accentuare ulteriormente le difficoltà operative già segnalate, rendendo necessario un potenziamento delle risorse umane e dei dispositivi di controllo. Nel frattempo, il centro di Monastir continua a rappresentare uno dei principali punti di riferimento per la gestione dei migranti destinati alle procedure di identificazione in Sardegna, mentre cresce l’attenzione attorno a una situazione che gli stessi operatori definiscono esplosiva e che richiede risposte rapide per garantire il corretto equilibrio tra accoglienza, sicurezza e rispetto delle procedure previste dalla normativa.

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