Quartu, la vergogna di una città senza Pronto Soccorso: «70mila cittadini abbandonati, riaprire subito»
Quartu Sant’Elena affronta da anni un’inaccettabile contraddizione: con i suoi 68.002 abitanti costituisce l’unico comune in tutta Italia con oltre 50 mila residenti a essere totalmente privo di un Pronto Soccorso pubblico. Questa grave carenza costringe i cittadini e i turisti del litorale a lunghi tragitti verso gli ospedali cagliaritani, con tempi di percorrenza che in condizioni di traffico ordinario oscillano tra i 28 e i 35 minuti. Per rispondere a questa vera e propria emergenza salvavita, è stato formalmente depositato sulla scrivania della Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Alessandra Todde, un progetto esecutivo con piano economico-strategico mirato alla riapertura e rifunzionalizzazione del Pronto Soccorso H24 presso la struttura dell’ex Ospedale Marino.
L’iniziativa punta a dimezzare i tempi di intervento portandoli ad appena 9 minuti dal centro quartese, allineandosi finalmente agli standard internazionali dell’OMS per i codici rossi. L’opera, valutata in 9,46 milioni di euro, garantisce un risparmio del 41% rispetto all’ipotetica costruzione di un nuovo polo ospedaliero e permetterebbe la consegna della struttura in soli 26 mesi. Oltre a garantire la tutela della salute per il territorio quartese, la riattivazione del presidio del Poetto assorbirebbe oltre 30 mila accessi all’anno, alleggerendo del 18% il carico complessivo che oggi paralizza i Pronto Soccorso del capoluogo come il Brotzu, il Policlinico e il SS. Trinità.
A firmare lo studio e a metterlo gratuitamente a disposizione della Regione è l’ingegnere meccanico Enrico “Eric” Capra, 48 anni, esperto in sicurezza industriale e prevenzione dei rischi con una lunga esperienza dirigenziale in Confindustria e un forte impegno nel sociale.
L’intervento viene descritto dal proponente come un passo non più rinviabile per la dignità del territorio. «Quartu Sant’Elena e il suo territorio non possono continuare a essere considerati periferie sanitarie di serie B», evidenzia l’ingegner Capra nella sua lettera inviata alla Regione. «Riaprire il Pronto Soccorso all’ex Ospedale Marino non è una rivendicazione di parte, ma un atto di dovere costituzionale e di intelligenza strategica a beneficio di tutta l’area metropolitana».
Il piano tecnico affronta in modo puntuale anche il nodo della carenza di personale medico, prevedendo una convenzione strategica con la Scuola di Specializzazione in Medicina d’Emergenza-Urgenza dell’Università degli Studi di Cagliari e l’attivazione di una rete di teleconsulto specialistico H24 collegata con i reparti hub del capoluogo. «Metto a disposizione della Regione e della sanità pubblica questo studio analitico a titolo del tutto gratuito», conclude l’ingegner Capra. «Non cerco ruoli né incarichi; offro uno strumento tecnico pronto all’uso affinché le istituzioni possano compiere l’atto politico necessario per restituire ai cittadini un servizio salvavita fondamentale».
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