Da PagoPA a “piangoPA”: l’ironia amara di Manu Invisible verso il sistema di pagamenti elettronici
Lungo la strada che conduce verso la località turistica di Geremeas, poco oltre Kala e Moru, una parete ospita una delle ultime creazioni firmate dallo street artist Manu Invisible. L’opera, intitolata “piangoPÀ”, è stata realizzata con una combinazione di quarzo e bombolette spray su una superficie di circa sei metri quadrati.
Il murales si inserisce in un filo conduttore artistico che l’autore porta avanti da poco: una rilettura critica, irriverente e graffiante dei marchi, dei prodotti e delle piattaforme pubblicitarie che popolano la vita di tutti i giorni. Attraverso l’uso del colore e della parola, lo street artist trasforma i loghi più familiari in spunti di riflessione, mettendone a nudo quegli aspetti sociali ed economici che spesso sfuggono proprio a causa dell’abitudine al loro utilizzo quotidiano.
In questa specifica installazione, l’obiettivo della satira è il sistema pubblico di pagamenti elettronici PagoPA. Con la consueta combinazione di sarcasmo e disincanto, Manu Invisible smonta il nome della piattaforma per evidenziare il lato meno patinato della dipendenza economica e della burocrazia digitale. A spiegare il senso dell’intervento è lo stesso artista, che commenta così il significato della sua opera: «Invece che versare una quota effettuando un pagamento, può capitare di versare lacrime, implorando “il papi” in un dolce e affettuoso contributo finanziario».
Con “piangoPÀ”, il tragitto verso la costa sud-orientale della Sardegna si arricchisce di un nuovo tassello di arte pubblica, capace di far sorridere e contemporaneamente far riflettere gli automobilisti di passaggio sulle contraddizioni della società contemporanea.
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