Pale eoliche e fotovoltaico minacciano le domus de janas: l’allarme del Cesim e il rischio di perdere la tutela Unesco
Pale eoliche e fotovoltaico minacciano le domus de janas: l’allarme del Cesim e il rischio di perdere la tutela Unesco.
L’ombra dei progetti per la transizione energetica si allunga minacciosa su uno dei patrimoni archeologici e culturali più preziosi e rappresentativi della Sardegna, mettendo a grave rischio i prestigiosi sigilli internazionali ottenuti di recente.
I complessi di pale eoliche e le distese di pannelli fotovoltaici previsti sul territorio rischiano infatti di compromettere in modo irreparabile le tradizionali tombe funerarie di età pre-nuragica, note come domus de janas, iscritte nell’elenco del patrimonio mondiale dell’umanità nel corso del venticinque.
A sollevare con forza la questione è il Centro studi identità e memoria, la struttura che soltanto un anno fa è riuscita nell’impresa di centrare l’obiettivo primario della certificazione e del riconoscimento ufficiale da parte dell’Agenzia delle Nazioni Unite.
Attraverso la voce della propria presidente Giuseppa Tanda, il centro studi ha lanciato un fermo e perentorio appello affinché vengano immediatamente fermati tutti i progetti impattanti, evidenziando il concreto e gravissimo rischio che l’organizzazione dell’Unesco possa arrivare a cancellare il titolo concesso.
La sollecitazione formalizzata dall’ente è chiara, diretta e priva di ambiguità: viene richiesta la revoca e il ritiro in autotutela di ogni autorizzazione concessa agli impianti eolici e fotovoltaici che violino e oltrepassino le adeguate zone di rispetto previste attorno ai siti archeologici delle domus de janas.
Tale richiesta si fonda su un rigoroso e scientifico meccanismo di valutazione che ha misurato in maniera del tutto oggettiva l’impatto visivo, ambientale e strutturale di Pale e pannelli sulle antiche sepolture.
I destinatari dell’avviso e della richiesta d’intervento sono la Regione Sardegna, il Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica e la Soprintendenza speciale per il Pnrr, organi istituzionali a cui spetta il compito delicato di valutare l’ammissibilità o la bocciatura dei parchi energetici da fonti rinnovabili.
Per affrontare il problema secondo le specifiche competenze amministrative, il centro studi ha predisposto e spedito due differenti missive formali rivolte ai diversi enti governativi.
La prima lettera è stata inviata direttamente alla Regione, l’istituzione che da sola vaglia in autonomia i progetti sotto i trentuno megawatt e che ha il potere di rilasciare l’autorizzazione unica per tutte le altre tipologie di impianto.
La seconda comunicazione è stata invece indirizzata al Ministero dell’Ambiente e alla Soprintendenza speciale per il Pnrr: il primo ente si occupa infatti dell’esame delle richieste di connessione a partire dai trentuno megawatt in su, mentre la seconda struttura, incardinata all’interno del Ministero della Cultura, ha la funzione specifica di esaminare i progetti presentati contestualmente alle procedure del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
L’invito a compiere un indispensabile passo indietro e a tutelare la storia dell’isola vale indistintamente per tutti i soggetti coinvolti, ciascuno per le proprie attribuzioni e ambiti di competenza.
L'articolo Pale eoliche e fotovoltaico minacciano le domus de janas: l’allarme del Cesim e il rischio di perdere la tutela Unesco sembra essere il primo su cagliari.vistanet.it.
Fonte originale: [Link]