Il mistero della leva scomparsa: quattordicenne operato al Bambino Gesù dopo aver vissuto tre anni con un pezzo di freno conficcato nella schiena
Il mistero della leva scomparsa: quattordicenne operato al Bambino Gesù dopo aver vissuto tre anni con un pezzo di freno conficcato nella schiena.
Per anni nessuno ha saputo dove fosse finita, finché una radiografia di controllo ha svelato un dettaglio a dir poco sbalorditivo.
La leva del freno della sua bicicletta, persa durante una rovinosa caduta avvenuta quando aveva appena dieci anni, era rimasta per ben tre anni conficcata all’interno del corpo di un giovane ragazzo, che a sua insaputa ha continuato a condurre un’esistenza del tutto comune.
A rintracciarla, quando il giovane ha compiuto tredici anni, è stato un esame radiografico della colonna vertebrale eseguito per indagare su un persistente e apparentemente inspiegabile dolore alla gamba.
Il pezzo metallico, lungo ben cinque centimetri e mezzo, si era insinuato nella schiena del ragazzo penetrando dal fianco attraverso una piccolissima ferita, facendosi strada nel tempo fino a raggiungere la regione lombare, a diretto contatto con una delicatissima radice nervosa.
Per rimuovere il corpo estraneo si è reso necessario un delicato intervento di chirurgia ad alta complessità, eseguito con successo dall’équipe ortopedica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Palidoro.
Subito dopo l’incidente in bicicletta, il ragazzo aveva continuato a fare sport e a svolgere una vita perfettamente normale, senza manifestare alcun tipo di problema o complicazione.
Raggiunti i tredici anni, tuttavia, l’adolescente ha iniziato ad avvertire un fastidioso dolore alla gamba destra, evoluto successivamente in un malessere meno definito ma esteso a entrambi gli arti inferiori.
Se da un lato i primi accertamenti neurologici non evidenziavano alcuna alterazione funzionale, la successiva radiografia della colonna ha invece mostrato chiaramente la presenza dell’oggetto metallico, dalla forma allungata e ricurva, posizionato proprio nella regione lombare.
Il ragazzo è stato quindi operato da Leonardo Oggiano, medico dell’équipe di Ortopedia e Traumatologia del Bambino Gesù di Palidoro, struttura guidata da Pier Francesco Costici, responsabile dell’Unità Operativa.
L’operazione, protrattasi per circa tre ore, è stata condotta attraverso una piccola incisione praticata nella parte posteriore della schiena.
Come spiegato dal dottor Oggiano, la difficoltà principale dell’atto chirurgico era rappresentata dalla posizione insidiosa della leva, che si era spinta fino allo spazio foraminale, ossia esattamente nel punto in cui dalla colonna vertebrale fuoriesce la radice nervosa.
I chirurghi hanno dovuto liberare progressivamente il nervo dal corpo estraneo, lavorando con estrema e millimetrica precisione al fine di preservarne intatta ogni funzionalità.
Come sottolineato infine dal dottor Costici, la particolarità straordinaria del caso risiede nel fatto che il giovane sia rimasto per ben tre anni senza evidenziare sintomi significativi, continuando a svolgere normalmente tutte le proprie attività quotidiane pur avendo un corpo estraneo di simili dimensioni alloggiato in una sede anatomica estremamente delicata.
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