Nora apre un tesoro nascosto da novant’anni: visitabile per la prima volta la necropoli fenicia e punica
Vivi Quartu

Nora apre un tesoro nascosto da novant’anni: visitabile per la prima volta la necropoli fenicia e punica

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Admin Quartu.NET
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24 June 2026
12:51
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Per quasi un secolo è rimasta oltre una recinzione, lontana dagli sguardi dei visitatori e accessibile soltanto agli studiosi. Da oggi, però, una delle aree archeologiche più importanti e affascinanti della Sardegna entra ufficialmente a far parte dei percorsi di visita del Parco archeologico di Nora. Dopo novant’anni, infatti, apre al pubblico la necropoli fenicia e punica situata nell’ex area militare della città antica.

Si tratta di un traguardo di grande valore culturale e scientifico, che consente di conoscere da vicino un settore fondamentale per comprendere la storia delle origini di Nora e il ruolo che la città ebbe nei traffici e nelle relazioni del Mediterraneo antico.

L’apertura è il risultato della collaborazione tra il Comune di Pula, la Fondazione Pula Cultura Diffusa e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, che hanno lavorato per rendere finalmente fruibile un’area rimasta finora esclusa dalle visite.

La necropoli si trova nel settore settentrionale dell’ex base militare, dove dal 2013 l’Università di Padova conduce un vasto progetto di ricerca archeologica. Gli scavi hanno riportato alla luce un’area funeraria utilizzata per circa sette secoli, dall’età fenicia fino a quella punica.

Le testimonianze più antiche risalgono alla fine del IX secolo avanti Cristo e raccontano i primi decenni della presenza fenicia in Sardegna. In quel periodo i defunti venivano cremati e le loro ceneri deposte in piccoli pozzetti scavati nella roccia. Nei secoli successivi, con l’età punica, i rituali cambiarono: all’incinerazione si sostituì progressivamente l’inumazione e comparvero grandi tombe ipogee, simili a quelle rinvenute negli altri principali centri punici dell’isola.

La necropoli di Nora rappresenta un caso unico nel panorama archeologico sardo. È infatti l’unica necropoli fenicia dell’isola scoperta in uno stato di conservazione eccezionale e studiata attraverso moderne metodologie scientifiche. Le analisi sui resti umani hanno permesso agli archeologi di ricostruire gli spostamenti e le origini delle persone che abitavano o frequentavano la città nel corso del primo millennio avanti Cristo.

Particolarmente prezioso è il ritrovamento di numerose tombe rimaste intatte nel corso dei secoli. Al loro interno sono stati recuperati corredi funerari composti da ceramiche, oggetti in metallo e manufatti in vetro che raccontano aspetti della vita quotidiana, delle attività produttive e dei commerci dell’antica Nora. I reperti sono oggi conservati ed esposti nel Museo Civico “Giovanni Patroni” di Pula.

Le ricerche hanno inoltre evidenziato i forti legami tra le comunità fenicie e le popolazioni nuragiche del territorio, ma anche l’inserimento di Nora in una rete di relazioni che si estendeva dalla penisola italiana alla Spagna, dal Nord Africa alla Grecia fino alle regioni del Levante.

La storia dell’area non si ferma però all’età fenicia e punica. Gli scavi hanno documentato anche una lunga frequentazione in epoca romana, quando l’antico spazio funerario venne gradualmente trasformato in un quartiere residenziale e produttivo destinato a rimanere in uso fino alla tarda Antichità.

Intanto la ricerca continua. Le attività dell’Università di Padova riprenderanno il prossimo 31 agosto e proseguiranno fino al 9 ottobre, confermando la necropoli occidentale di Nora come uno dei più importanti laboratori archeologici del Mediterraneo per lo studio delle civiltà fenicia e punica.

Da oggi, però, questo straordinario patrimonio non appartiene più soltanto agli studiosi: potrà essere scoperto anche dai visitatori, che avranno l’occasione di percorrere una pagina finora nascosta della storia millenaria della Sardegna.

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