Non tutti sanno che una delle storie imprenditoriali più solide della Sardegna ha 70 anni: di chi stiamo parlando?
Vivi Quartu

Non tutti sanno che una delle storie imprenditoriali più solide della Sardegna ha 70 anni: di chi stiamo parlando?

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14 June 2026
18:39
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Di Massimiliano Perlato Mura

La celebrazione del settantesimo anniversario della Cooperativa Latte Arborea si trasforma in un manifesto strategico per il futuro del primo distretto agroalimentare della Sardegna. Non si tratta solo di festeggiare un traguardo storico, ma di riaffermare un modello di sviluppo economico che mette al centro la base sociale e la tutela del territorio, rifiutando la logica dei volumi a tutti i costi per puntare sulla redistribuzione del valore.

Negli ultimi due anni la Cooperativa ha stanziato 48 milioni di euro destinati all’innovazione tecnologica, al potenziamento della capacità produttiva e all’efficientamento organizzativo. Questa imponente manovra finanziaria ha un obiettivo chiaro: difendere il valore delle produzioni dei soci e garantire la sostenibilità delle loro aziende.

A dimostrazione di questo impegno, nonostante lo scenario macroeconomico globale rimanga complesso, la governance guidata dal presidente e amministratore delegato Remigio Sequi ha confermato, dall’inizio del 2026, un prezzo del latte alla stalla di circa 60 centesimi al litro, Iva inclusa.

La vera forza della Cooperativa risiede però nella sua continuità generazionale, un fattore raro nel panorama imprenditoriale italiano: il 77% delle imprese associate è già arrivato alla terza generazione di allevatori, mentre il 19% degli occupati tra i soci è composto da giovani under 35.

In occasione dell’evento sono stati presentati i risultati dello studio “Latte e yogurt: tra consumo e fake news”, curato da AstraRicerche, che ha analizzato l’immagine dei prodotti lattiero-caseari presso i consumatori italiani.

Dallo studio emerge che per oltre l’80% degli italiani il comparto rappresenta una colonna portante dell’economia nazionale. In questo contesto, la Sardegna si posiziona come una delle regioni italiane più vocate alla produzione lattiera: è stata indicata dal 23,1% degli intervistati, preceduta soltanto dal Trentino-Alto Adige, scelto dalla metà del campione.

Il legame profondo tra l’Isola e la sua produzione lattiero-casearia è sostenuto da opinioni nette da parte dei consumatori: il 78,6% auspica che i giovani prendano in mano le aziende per guidare l’innovazione; il 73,9% riconosce il valore del comparto nel tramandare specialità e tradizioni locali; il 73,2% ritiene che il latte rappresenti l’identità stessa del territorio sardo; il 72,6% associa alla produzione regionale un livello qualitativo superiore e distintivo.

Se la risposta del mercato è eccellente, a preoccupare la Cooperativa sono i fattori esogeni legati alla logistica e alla fiscalità. L’insularità si conferma un pesante svantaggio competitivo, quantificato da Sequi in 2,6 milioni di euro all’anno di soli sovraccosti logistici, trainati dall’aumento dei carburanti, dei trasporti e dall’impatto delle normative ETS (Emission Trading System, il sistema di scambio delle quote di emissione di carbonio dell’Unione Europea).

Da qui l’appello alle istituzioni per un riequilibrio delle politiche pubbliche. La richiesta non è quella di ricevere ulteriori sussidi a pioggia, ma di ottenere strumenti fiscali equi. Misure come l’iperammortamento o i recenti crediti d’imposta strutturati sullo stato patrimoniale premiano infatti le imprese con piena imponibilità fiscale, penalizzando di fatto la struttura fiscale tipica delle filiere cooperative.

Senza strumenti specifici che tengano conto di queste diversità organizzative, si rischia di frenare la capacità di investimento di un sistema che unisce la base agricola alla trasformazione industriale e all’occupazione sul territorio.

I lavori delle celebrazioni, intitolati “Una storia che guarda al futuro” e moderati dalla giornalista di Sky TG24 Stefania Pinna, si sono aperti con i saluti istituzionali dell’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Agus e della sindaca di Arborea Manuela Pintus.

L’evento si è poi articolato in due macro-momenti di confronto tecnico.

“Competere creando valore: il ruolo di Arborea nel nuovo mercato del latte”, una tavola rotonda incentrata sulle dinamiche macroeconomiche e competitive globali che ha visto la partecipazione di Christophe Lafougere, CEO della società internazionale di ricerca e consulenza Gira.

“Latte e yogurt in Italia: evidenze scientifiche e dinamiche di consumo”, un approfondimento scientifico e di mercato a cui hanno preso parte Cosimo Finzi, direttore di AstraRicerche, Michele Sculati, medico specialista in Scienza dell’Alimentazione e docente presso le Università di Pavia e Milano-Bicocca, e Matteo Zanibon, Account Director FMCG di NielsenIQ, insieme allo stesso Remigio Sequi.

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