Il paradosso della Scuola “Attilio Mereu”: un gioiello del Razionalismo restaurato e abbandonato al degrado
Vivi Quartu

Il paradosso della Scuola “Attilio Mereu”: un gioiello del Razionalismo restaurato e abbandonato al degrado

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Admin Quartu.NET
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15 June 2026
12:06
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Esistono luoghi a Cagliari capaci di raccontare la storia del Novecento attraverso la luce, le forme e un’idea rivoluzionaria di benessere sociale. Uno di questi è, senza dubbio, l’ex Scuola all’aperto “Attilio Mereu”. Incastonato nel verde del Bastione San Carlo, sotto le mura del quartiere di Castello, questo edificio rappresenta un autentico gioiello dell’architettura razionalista. Eppure, oggi, la sua storia recente si tinge dei colori della beffa.

Progettata nel 1933 dall’architetto Ubaldo Badas — all’epoca al suo primissimo progetto, che gli valse persino un elogio sulla prestigiosa rivista Architettura italiana nel 1935 — la scuola nacque con una funzione nobilissima: accogliere e migliorare le condizioni di vita dei bambini cagliaritani affetti da malattie polmonari, bisognosi di aria salubre e luce solare.

Foto Alessandro Congia

Il tratto distintivo dell’edificio è il dinamismo dei suoi volumi semicircolari, che emergono nel corpo centrale dell’ingresso e si ripetono nelle aule principali. Forme curve concepite per ammorbidire il severo impatto visivo delle mura del bastione, creando un dialogo perfetto tra la leggerezza del cemento e la solidità della pietra storica. L’altezza variabile dei volumi rispondeva a una logica strettamente funzionalista: soffitti bassi per i servizi, ambienti altissimi e inondati dalla luce naturale dall’alto per le aule comuni. Una struttura innovativa che ha mantenuto la sua funzione educativa fino al 1999, prima di sprofondare in un lungo sonno fatto di incuria.

Foto Alessandro Congia

Dopo anni di battaglie e promesse, l’edificio era stato finalmente interamente restaurato e riportato alla sua bellezza originale. Il Comune di Cagliari aveva annunciato una “nuova vita” per il capolavoro di Badas, ventilando l’ipotesi di trasformarlo in un centro vitale per il quartiere e per la città, un polo culturale che superasse il vecchio concetto di asilo per diventare un punto di riferimento sociale.

Foto Alessandro Congia

A distanza di oltre due anni dalla fine dei lavori di ristrutturazione, la ex Scuola “Attilio Mereu” è un’opera incompiuta della burocrazia. La struttura, costata denaro e fatica, non è mai stata assegnata. Nessun bando, nessuna associazione culturale o sociale ha potuto varcare quella soglia per restituire vita alle aule. L’edificio è chiuso a chi vorrebbe valorizzarlo, ma – paradossalmente – è aperto a chiunque altro.

A causa della totale assenza di controlli, di un sistema di sorveglianza e di una gestione reale, la struttura è oggi alla mercé di vandali e sbandati. Chiunque può entrarvi, rischiando di rovinare i freschi lavori di riqualificazione appena conclusi. Dire che “l’edificio è chiuso” è un eufemismo: è chiuso alla città legale, ma tragicamente aperto al degrado. Cagliari non può permettersi il lusso di dimenticare i suoi tesori, né di trasformare un restauro storico in un invito al vandalismo. È tempo che chi di dovere si assuma la responsabilità di questo silenzio e restituisca, davvero e subito, la Scuola Mereu ai cagliaritani.

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