L’universalità della musica e un canto senza confini: intervista a Maria Giovanna Cherchi
Vivi Quartu

L’universalità della musica e un canto senza confini: intervista a Maria Giovanna Cherchi

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20 June 2026
09:20
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A cura di Massimiliano Perlato Mura

Maria Giovanna Cherchi, nata a Bolotana, è una delle figure più autorevoli e amate della musica sarda contemporanea.

Spesso definita la “voce della Sardegna”, ha saputo costruire nel tempo un percorso artistico originale, capace di unire il rigore della tradizione folk ed etnica a sonorità moderne e arrangiamenti contemporanei. Una sintesi che le ha permesso di portare la lingua e la cultura sarda ben oltre i confini dell’Isola, esibendosi in contesti nazionali e internazionali di grande prestigio.

Nonostante il successo, il suo legame con Bolotana è rimasto saldo. Nel paese del Marghine ha scelto di continuare a vivere, custodendo quelle radici che rappresentano la linfa della sua ispirazione artistica.

L’amore per la musica affonda le sue radici nella famiglia. Il padre Pietrino Cherchi, musicista e cantante solista dei Greff, storico gruppo degli anni Sessanta, è stato il primo maestro della cantante. Accanto a lui, Maria Giovanna ha mosso i primi passi sul palco già all’età di sei anni, esibendosi nelle feste popolari della Sardegna. Un’esperienza che ha contribuito a formare il suo carattere e a sviluppare una vocalità immediatamente riconoscibile.

Il 1995 segna l’inizio della carriera professionale. A soli diciassette anni vince il concorso “Una città per cantare” grazie all’interpretazione del brano Roccas. Quel successo le apre le porte della R&G Music, una delle più importanti etichette discografiche sarde, con la quale nascerà un rapporto destinato a consolidarsi negli anni ben oltre la semplice collaborazione professionale.

La prima caratteristica che colpisce chi ascolta Maria Giovanna Cherchi è la limpidezza della voce. Un timbro luminoso e potente che conserva al tempo stesso profondità, autorevolezza e calore.

L’esperienza maturata nei palchi delle feste popolari, spesso in condizioni acustiche non semplici, le ha consentito di sviluppare un controllo vocale notevole. Passa con naturalezza dai registri più caldi agli acuti più intensi, mantenendo sempre precisione e intonazione. Una qualità particolarmente importante nell’esecuzione dei canti tradizionali sardi, ricchi di melismi e lunghe linee melodiche.

La sua voce sembra adattarsi perfettamente alla lingua sarda, sia nella variante logudorese sia in quella campidanese. La pronuncia è nitida e accurata, ogni parola conserva forza espressiva e musicalità, permettendo al testo di mantenere intatta la sua carica poetica.

Uno dei momenti più intensi della sua produzione artistica emerge nel repertorio sacro e paraliturgico. Nell’interpretazione dell’Ave Maria sarda, ad esempio, la cantante abbandona ogni forma di virtuosismo per lasciare spazio all’essenzialità della preghiera. La sua voce diventa così uno strumento capace di creare raccoglimento e partecipazione, coinvolgendo credenti e laici.

Parallelamente, Maria Giovanna Cherchi ha dimostrato una notevole capacità di innovazione. Ha saputo accompagnare il canto tradizionale sardo verso linguaggi più contemporanei, dialogando con il pop d’autore, la world music e altre sonorità moderne.

Emblematiche le collaborazioni con artisti come Mango e i Tazenda. Nella celebre interpretazione di No potho reposare con Mango, la sua vocalità mostra una straordinaria capacità di adattamento, confermando come la tradizione possa dialogare con il presente senza perdere autenticità.

Per molti sardi emigrati, la sua voce rappresenta molto più di una semplice esperienza musicale. Nei suoi brani riaffiorano immagini, profumi e ricordi dell’Isola: il vento, la macchia mediterranea, i nuraghi, le campagne e le comunità che hanno segnato la storia della Sardegna.

Non sorprende quindi il forte legame che la unisce alle comunità sarde sparse nel mondo. Grazie anche alla rete dei circoli degli emigrati riconosciuti dalla Regione Sardegna, Maria Giovanna Cherchi ha portato il proprio canto nelle principali comunità della diaspora sarda.

Dai circoli storici di Roma e Ciampino alle numerose realtà del Nord Italia, fino alle comunità presenti in Francia, Svizzera, Germania, Regno Unito e Australia, i suoi concerti diventano occasioni di incontro, memoria e appartenenza.

Questo rapporto costante con il mondo dell’emigrazione l’ha portata anche a raccontarne le storie. Per anni è stata infatti conduttrice della trasmissione Disterrados, andata in onda su Rai 3 Sardegna e Videolina, dedicata proprio ai percorsi di vita dei sardi lontani dall’Isola.

Attraverso quel progetto televisivo ha saputo valorizzare le testimonianze di lavoratori, imprenditori, intellettuali e famiglie emigrate, dimostrando una particolare sensibilità nel raccogliere e tramandare la memoria collettiva.

Non è un caso che uno dei suoi brani simbolo sia Ambasciadores de Sardigna. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Maria Carta, confermando il ruolo di autentica ambasciatrice della cultura sarda nel mondo.

Accanto all’attività artistica, Maria Giovanna Cherchi ha coltivato un importante percorso formativo. Laureata in Scienze Teologiche, svolge la professione di insegnante di religione, un’attività che riflette la sua attenzione verso i giovani, la spiritualità e il valore delle relazioni umane.

Una dimensione che emerge anche nella sua produzione musicale, soprattutto nell’interpretazione dei canti religiosi della tradizione sarda.

Tra i momenti più significativi della sua carriera figurano le esibizioni davanti a Papa Benedetto XVI e a Papa Francesco, in occasione della visita del Pontefice a Cagliari nel 2013. Particolarmente intensa anche l’esecuzione dell’Ave Maria in lingua sarda nella Grotta delle Apparizioni di Lourdes nel 2007.

A tutto questo si aggiunge un costante impegno nel sociale e nella solidarietà. Nel corso degli anni ha partecipato a numerose iniziative benefiche, portando la propria musica anche in contesti difficili come gli istituti penitenziari.

Con oltre trent’anni di carriera e undici album pubblicati, Maria Giovanna Cherchi ha costruito una delle discografie più importanti della musica sarda contemporanea. Ha collaborato con autori e musicisti del calibro di Piero Marras, Paolo Pillonca, Gino Marielli e Gabriele Oggiano, contribuendo in maniera significativa alla diffusione della cultura musicale dell’Isola.

Per il pubblico e per la critica rappresenta oggi una delle interpreti più autorevoli della Sardegna contemporanea: una voce che continua a raccontare l’identità di un popolo e a portarne il patrimonio culturale ben oltre il mare.

Maria Giovanna Cherchi

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