Il rito millenario de sa tundimenta: la festa pastorale che unisce lavoro e identità dell’Isola
Vivi Quartu

Il rito millenario de sa tundimenta: la festa pastorale che unisce lavoro e identità dell’Isola

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29 October 2026
11:54
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Il rito millenario de sa tundimenta: la festa pastorale che unisce lavoro e identità dell’Isola.

In passato si stringevano amicizie e alleanze attorno al banchetto organizzato dal proprietario del gregge, una vera e propria cerimonia e un momento conviviale per i partecipanti alla tosatura. Tra banchetti, un’ampia partecipazione collettiva, canti tradizionali e partite infinite “de murra” — la tradizionale morra durante la quale i giocatori davano prova della propria abilità animando la sfida —, la giornata della tosatura delle pecore si trasforma in una celebrazione che racchiude fatica, competenza e bellezza. Le espressioni canore tradizionali della nostra Isola, con i canti a “tenore” e a “muttetu”, fanno da sfondo a un momento di condivisione che rende omaggio all’eredità culturale e al profondo rapporto che i sardi cultivano con la loro terra e le loro tradizioni, rendendo sa tundimenta una finestra su un passato che si intreccia al presente e un’esperienza che invita a scoprire e vivere l’autenticità della Sardegna.

La sequenza operativa dell’evento ha inizio all’alba con il raduno delle pecore all’interno de “sa corti”, un antico recinto chiuso di forma circolare in pietra, o in un altro spazio adibito. Di volta in volta le pecore vengono prelevate singolarmente da questo e sdraiate sul dorso con una abile e fulminea mossa. Sdraiate a terra, vengono “trobias”, cioè legate in tutte le zampe affinché, una volta immobilizzate, sia più facile effettuare l’operazione. Un tempo per tosare la pecora in tutte le parti del corpo, dalla testa fino alla coda e in modo tale che il vello fosse composto e uniforme, venivano utilizzati “is ferrus ‘e tundimenta”: le forbici di ferro brunito, appuntite, grandi e lunghe oltre 30 centimetri, dotate di lame triangolari affilatissime prive di viti, dove a fare da molla è una curvatura del ferro posta sul manico. Per utilizzare questi arnesi serviva grande abilità e destrezza, poiché senza esperienza si rischiava di ferire l’animale. Oggi sa tundimenta viene effettuata soprattutto tramite rasoi meccanici e, finite le operazioni di taglio, la pecora viene liberata e riportata nello spazio recintato.

L’utilità di questa pratica risponde a precisi bisogni sia storici che funzionali. La lana un tempo era un elemento importante, in quanto poteva essere venduta o utilizzata e lavorata nei telai familiari per realizzare capi in lana. Oggi, oltre ad alleggerire l’animale dal pesante vello, la tosatura resta importante per evitare impedimenti nel movimento, rivelandosi un gesto necessario per il benessere del gregge e un atto che dimostra la cura verso gli animali.

La scansione temporale dell’evento segue un calendario naturale e differenziato che riflette l’adattamento millenario della cultura pastorale alle diverse sfaccettature dell’ambiente sardo. Il tempo della tosatura varia a seconda delle zone: nelle aree costiere, dove il clima si riscalda prima, si procede già all’inizio della primavera, mentre nelle zone montane, più fresche e remote, si aspetta fino all’estate inoltrata. In passato, sa tundimenta rappresentava anche il culmine di un altro evento fondamentale: il rientro dei pastori e delle greggi da sa tramuda, la transumanza invernale verso i pascoli più fertili e dal clima più mite. Per mesi, uomini e animali affrontavano insieme lunghe migrazioni alla ricerca di pascoli verdi che garantissero il sostentamento durante la stagione fredda, rendendo il ritorno il simbolo del rinnovarsi del legame tra uomo, animale e territorio.

In questa stagione del risveglio della natura, conosciuta in Limba come “In beranu”, la primavera sarda si veste di tradizione e di antichi riti. È questo il periodo in cui il calore crescente avvolge i pascoli e i pastori sanno che è giunto il momento di liberare le pecore attraverso questo gesto rituale. La tosatura in Sardegna non è semplicemente un’operazione agricola o una fase del ciclo produttivo, ma un rito antico che si ripete da millenni, tramandato con cura di generazione in generazione come un’eredità preziosa e conservato con un’aura di sacralità in molti luoghi dell’isola. In questa occasione i pastori si riuniscono e, con gesti esperti affinati dal tempo e dall’esperienza, rinnovano una profonda connessione tra l’uomo e la natura e il legame antico con il proprio gregge, consapevoli di perpetuare un sapere che affonda le sue radici nella notte dei tempi e che racchiude in sé l’eco di una civiltà pastorale che ha fatto della simbiosi con la terra la propria essenza.

Considerata uno dei momenti più importanti nel mondo pastorale sardo, questa tradizione della nostra Isola da preservare dimostra come ogni dettaglio racconti storie di famiglie e di comunità unite nel lavoro e nella celebrazione di un rito che si rinnova ogni anno. Scandito dall’arrivo della primavera, sa tundimenta rimane l’emblema di un mondo autentico, scandito dai ritmi della natura e dalla forza delle tradizioni, in cui la fatica si mescola all’orgoglio di chi sa di appartenere a una storia millenaria.

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