Dentro la Costa Smeralda di Jacques Couëlle: le meravigliose ville di Monti Mannu aprono le porte al pubblico
Ci sono luoghi che raccontano una storia ancora prima che venga pronunciata una parola. Le Ville Couëlle di Monti Mannu, nel territorio di Arzachena, sono uno di questi. Immersi tra rocce granitiche, macchia mediterranea e panorami aperti sul mare, a pochi chilometri da Abbiadori, Porto Cervo, Cala di Volpe e dal Pevero Golf Club, gli edifici progettati dal celebre architetto francese Jacques Couëlle rappresentano una delle espressioni più originali dell’architettura nata con la Costa Smeralda.
E ora, eccezionalmente, queste ville potranno essere visitate dal pubblico. In occasione delle Giornate FAI del 10 e 11 ottobre, grazie alla collaborazione con il Comune di Arzachena, saranno aperte le porte della Villa “La Grotta”, costruita dallo stesso Couëlle come propria residenza, e della villa adiacente, insieme ad alcune delle loro pertinenze.
Sarà un’occasione rara per entrare in alcuni degli ambienti principali delle abitazioni e comprenderne il rapporto quasi indissolubile con il paesaggio. Nel parco, infatti, le ville sembrano emergere dalle rocce più che essere semplicemente costruite su di esse. Le piscine incastonate nel granito e il panorama a 180 gradi sul mare completano un insieme in cui architettura e natura diventano quasi una cosa sola.
Ma l’apertura al pubblico non rappresenta soltanto un appuntamento culturale. Assume un significato ancora più importante alla luce del futuro immaginato per questo straordinario complesso. Il Comune di Arzachena ha elaborato un progetto per destinare le Ville Couëlle alla realizzazione di un Museo della Costa Smeralda. Un’idea che potrebbe trasformare un luogo di grande valore architettonico in uno spazio pubblico dedicato alla memoria, alla cultura e alla storia del territorio e della sua trasformazione.
Le ville sono infatti oggi parte del patrimonio indisponibile del Comune di Arzachena. L’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata (ANBSC) ha recentemente disposto, con decreto di trasferimento al patrimonio indisponibile dell’Ente, l’assegnazione delle Ville Couëlle a Monti Mannu.
Il provvedimento è avvenuto nell’ambito della legge n. 109/96 sul riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati alle mafie e rappresenta un risultato di particolare valore non soltanto dal punto di vista amministrativo, ma anche etico e simbolico. Il progetto del museo si inserisce così in una prospettiva più ampia: restituire alla collettività un luogo privato e straordinario, trasformandolo in uno spazio capace di raccontare la nascita e l’evoluzione della Costa Smeralda.
Per comprendere il valore delle Ville Couëlle bisogna però entrare nella visione del loro progettista. Jacques Couëlle, nato a Marsiglia nel 1902 e morto a Parigi nel 1996, fu molto più di un architetto. Artista dal carattere eccentrico, amico di Pablo Picasso e Salvador Dalí, fu insignito in Francia della Legion d’Onore. Nei primi anni Sessanta venne chiamato dal Principe Karim Aga Khan IV a far parte del Comitato d’Architettura della Costa Smeralda, insieme ad Antonio Simon Mossa, Michele Busiri Vici e Luigi Vietti.
Alla base del lavoro del gruppo c’era un principio destinato a segnare profondamente il paesaggio della nuova Costa Smeralda: il costruito doveva confrontarsi con la morfologia del territorio, con le rocce, la vegetazione, le visuali, i materiali e le tradizioni costruttive locali. Couëlle portò questa filosofia alle estreme conseguenze.
In aperta rottura con il Movimento Moderno e con la sua predilezione per l’angolo retto, progettò edifici dalle forme organiche e scultoree, nei quali il volume non doveva imporsi sull’ambiente, ma integrarsi con esso. Una concezione così personale da valergli la definizione di “anarchitetto” coniata da Jacques Prévert.
Per Couëlle la casa non era semplicemente un contenitore, ma un ambiente destinato a “ospitare i gesti dell’uomo”. L’architettura, nella sua visione, doveva quindi essere vissuta e attraversata, seguendo i movimenti delle persone e assecondando il paesaggio.
È nella Villa La Grotta, realizzata nel 1968 come residenza dello stesso Couëlle, che questa filosofia raggiunge una delle sue espressioni più intime. La villa si sviluppa attraverso una successione di spazi organizzati attorno a un ambiente centrale. Pareti curve, passaggi, cavità e volte creano un’architettura che sembra scavata nella roccia, più plasmata che costruita.
La distribuzione degli ambienti segue la conformazione del terreno e stabilisce un rapporto continuo con l’esterno. Le aperture non sono semplicemente finestre, ma strumenti attraverso i quali la luce, la vegetazione e il paesaggio entrano nella casa. È un modo di progettare che richiama, per alcuni aspetti, la tradizione dell’architettura organica e il rapporto tra costruzione e natura espresso anche da Antoni Gaudí, come nel celebre Parc Güell di Barcellona, dove percorsi e strutture seguono le forme del terreno. A Monti Mannu, però, questa ricerca assume una declinazione profondamente legata al paesaggio sardo.
Visitare oggi Villa La Grotta significa quindi molto più che ammirare una residenza d’autore. Significa entrare in una pagina della storia della Costa Smeralda e osservare da vicino il momento in cui architettura, natura e nascente turismo internazionale iniziarono a incontrarsi in modo inedito.
Couëlle e gli altri architetti chiamati dall’Aga Khan contribuirono infatti a definire l’immagine di un territorio destinato a diventare una delle mete turistiche più conosciute al mondo. Lo stesso Couëlle, insieme al figlio Savin, partecipò alla realizzazione dell’Hotel Cala di Volpe e di altre ville di prestigio. Le Ville di Monti Mannu rappresentano però una testimonianza particolarmente significativa perché consentono di leggere questa storia attraverso un’architettura ancora profondamente immersa nel paesaggio.
L’apertura straordinaria del 10 e 11 ottobre permetterà dunque di scoprire un patrimonio normalmente non accessibile e, allo stesso tempo, di guardare al futuro di questo luogo. Perché l’obiettivo non è soltanto aprire per due giornate le porte di una villa straordinaria, ma restituire stabilmente questo patrimonio alla comunità, attraverso il progetto del Museo della Costa Smeralda. Dalla residenza privata di un artista visionario a un possibile spazio pubblico dedicato alla memoria di un intero territorio: le Ville Couëlle si preparano così a scrivere un nuovo capitolo della propria storia.
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