Contos #7 – Balla Sardigna, quando la tradizione sarda parla ai giovani
Cronaca

Contos #7 – Balla Sardigna, quando la tradizione sarda parla ai giovani

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Admin Quartu.NET
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14 July 2026
13:53
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Al festival Sciampitta 2026 di Quartu Sant’Elena, un gruppo di giovani musicisti ha dimostrato che il folk sardo può ancora emozionare — e conquistare nuove generazioni.

C’è un momento, durante ogni edizione di Sciampitta, in cui il palco di piazza Mercato smette di essere solo un palco e diventa una macchina del tempo. Quest’anno, a innescare quella magia, ci hanno pensato i ragazzi di Balla Sardigna.

Li abbiamo visti esibirsi durante la 41ª edizione del festival internazionale del folklore, quella che la direttrice artistica Margherita Puddu ha definito un’edizione “con tante nuove idee e tanta voglia di portare a Quartu l’abbraccio di tutti i partecipanti”. Un contesto internazionale, con gruppi arrivati per la prima volta da Argentina e Portogallo, oltre a Perù, Friuli e delegazioni sarde — eppure, in mezzo a tanta varietà, Balla Sardigna è riuscito a distinguersi con un’identità precisissima: giovane, sarda, autentica.

Organetti, launeddas e una scarica di energia

Sul palco, il gruppo si presenta con una formazione etnofolk imperniata sul ballo campidanese, arricchita da organetti, launeddas e percussioni che, come racconta la loro stessa pagina Instagram, fanno letteralmente “vibrare” il palco. Non è un dettaglio da poco: parliamo di strumenti che affondano le radici in secoli di tradizione musicale sarda, suonati però con un’energia e un’intensità che più ricordano un live rock che una rievocazione folkloristica da museo.

I nomi che compaiono nei crediti delle loro esibizioni — tra cui Luca Schirru, Orlando Mascia, Eliseo Mascia, Samuele Meloni, Matteo Muscas, Mario Aledda e Gigi Zuncheddu — raccontano di un collettivo di giovani musicisti sardi che hanno scelto di non lasciare il ballo campidanese chiuso negli archivi etnografici, ma di portarlo, vivo e pulsante, davanti a un pubblico internazionale.

“Giovani suoni per antiche radici”

Non potremmo trovare uno slogan più calzante per descrivere l’operazione culturale di Balla Sardigna: è proprio così che il gruppo si descrive sui social, con un post che accompagna una delle loro mostre/esibizioni. È la sintesi perfetta di quello che rende speciale questo progetto: non un tributo nostalgico al passato, ma un dialogo aperto tra chi quella tradizione l’ha vissuta per generazioni e chi oggi la fa rivivere con strumenti, arrangiamenti e un’energia scenica completamente contemporanei.

La loro pagina Facebook racconta “un viaggio fatto di storie, persone, identità, appartenenza e passione”, il percorso di chi “con impegno e dedizione” ha reso possibile tutto questo. Parole che, viste dal vivo, prendono corpo: non c’è finzione nell’entusiasmo di questi ragazzi, solo la sincera volontà di far conoscere — e amare — la propria terra attraverso la musica.

Un pubblico che risponde

Il riscontro non si è fatto attendere. Una loro esibizione a Muravera ha raccolto oltre 12.000 visualizzazioni sui social, con commenti entusiasti e ringraziamenti reciproci tra gruppo e pubblico (“che spettacolo… gratzias”). Segno che la formula funziona, e funziona oltre i confini di Quartu Sant’Elena.

Il festival Sciampitta, del resto, è il palcoscenico perfetto per questo tipo di racconto: nato nel 1985 come Festival Internazionale delle Espressioni Popolari, da oltre quarant’anni porta a Quartu suoni e colori da tutto il mondo, per cinque serate che animano la città con gruppi folk internazionali. In questo contesto, vedere un gruppo locale giovane tenere il palco con la stessa intensità delle delegazioni argentine o portoghesi è stata una delle sorprese più belle di questa edizione.

Cosa aspettarsi ora

Il calendario di Balla Sardigna non si ferma qui: è annunciata una loro esibizione il 26 settembre 2026 dedicata alla Farandola, descritta sui loro canali come “un ballo che attraversa i secoli, una tradizione che continua a emozionare” — segno che il gruppo continua ad ampliare il proprio repertorio oltre al solo ballo campidanese.

Chi frequenta Sciampitta lo sa: ogni edizione porta con sé una emozione. Quest’anno, l’emozione si chiama Balla Sardigna — e, se l’energia mostrata sul palco di piazza Mercato è indicativa di ciò che verrà, ne sentiremo parlare ancora a lungo.

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