Medio Campidano, rivoluzione in Oncologia: finisce l’era della reggenza temporanea, arriva nuovo primario in via stabile
Una giornata di fondamentale importanza per la sanità del Medio Campidano. Nella sede dell’Asl è stato formalizzato il contratto individuale di lavoro che affida alla dott.ssa Giulia Gramignano la guida, in qualità di direttrice, della Struttura Complessa di Oncologia dell’ospedale San Gavino Monreale. La dott.ssa Gramignano, risultata vincitrice della procedura selettiva, guiderà il reparto con un contratto quinquennale rinnovabile.
Un traguardo che segna un cambio di passo decisivo, come sottolineato dal Direttore Generale, che esprime grande soddisfazione per il ritorno di una figura direttiva effettiva alla guida di un reparto così cruciale, superando la fase della reggenza temporanea (facente funzioni).
Le parole del Direttore Generale Joseph Polimeni
“È per noi un grande piacere poter contare nuovamente su un direttore effettivo per questa importantissima struttura”, spiega il Direttore Generale Joseph Polimeni. “L’oncologia è un pilastro fondamentale dell’organigramma dell’ospedale San Gavino e dell’intero dipartimento di area medica”. La nomina della dott.ssa Gramignano non rappresenta un punto d’arrivo, bensì il primo tassello di un più ampio piano di riorganizzazione della dirigenza medica e ospedaliera del territorio.
“Questa nomina è la prima di una lunga serie di coperture dell’organigramma e delle strutture organizzative della nostra dirigenza, sia ospedaliera che territoriale”, prosegue Joseph Polimeni. “Una delle criticità che ho incontrato finora è stata proprio l’estrema scopertura dei ruoli apicali. Questo è il primo concorso, ma siamo già pronti con gli altri”.
Nei prossimi mesi sono infatti già previste le procedure concorsuali per l’assegnazione della direzione di altre strutture complesse strategiche: Radiodiagnostica (con il concorso relativo al primario in arrivo a brevissimo); Anestesia e Rianimazione; Pronto Soccorso; Cardiologia; Medicina Interna; Laboratorio Analisi.
L’arrivo della dott.ssa Gramignano coincide con un periodo di profonda trasformazione e innovazione per il reparto del San Gavino Monreale. L’oncologia moderna sta infatti vivendo una rivoluzione che va ben oltre i trattamenti tradizionali. “Oggi l’oncologia nel suo scenario non è più solamente chemioterapia, radioterapia o chirurgia,” sottolinea il Direttore Generale Joseph Polimeni. “Ci sono tantissime altre metodiche innovative, come l’immunoterapia e la target therapy. Andremo sempre di più incontro a una medicina personalizzata“.
L’obiettivo primario resta la guarigione dei pazienti e, laddove non sia possibile, il miglioramento della loro qualità di vita. La sfida del futuro è la “cronicizzazione” del malato oncologico, un processo che richiede un’alleanza strettissima tra ospedale e territorio. “Il paziente oncologico avrà poi bisogno di una gestione a livello territoriale attraverso idonei follow-up e idonee prese in carico. Si dovrà quindi trovare un raccordo anche con l’ambito territoriale, che già oggi c’è ma che dovrà essere potenziato”.
La Struttura Complessa di Oncologia Ospedale-Territorio della Asl Medio Campidano, inserita nel Dipartimento di Area Medica, rappresenta un modello all’avanguardia capace di integrare l’assistenza ospedaliera, i servizi territoriali e le cure palliative. La struttura ha sviluppato un’organizzazione basata sulle competenze, dove ogni oncologo è referente di specifiche patologie tumorali e opera all’interno di gruppi multidisciplinari aziendali e interaziendali.
L’innovazione organizzativa si fonda su un modello hub & spoke: il Presidio Ospedaliero “Nostra Signora di Bonaria” di San Gavino Monreale rimane il punto di riferimento per i trattamenti complessi (soprattutto in Day Hospital), mentre la rete di sedi territoriali funge da punto di prossimità per visite, controlli e percorsi di continuità assistenziale. Questa rete capillare comprende: i poliambulatori di Sanluri e Guspini, il Centro Salute di Serramanna e le Case della Salute di Villacidro e Arbus.
La struttura si occupa della diagnosi e della cura delle principali patologie oncologiche non ematologiche, offrendo attività in Day Hospital, prestazioni ambulatoriali in regime SSN, follow-up, terapie oncologiche orali e sottocutanee, cure simultanee e palliative. Un ruolo centrale di orientamento e supporto è svolto dal CAS (Centro di Accesso e Supporto/Servizi), attivo dal 2025 presso l’ospedale grazie all’operato delle infermiere case manager. L’assistenza integra, inoltre, il supporto di una psicologa e di un’assistente sociale per i pazienti e le loro famiglie.
70%: la quota di visite di controllo (follow-up e prime visite) trasferita con successo dall’ospedale al territorio grazie al progetto di territorializzazione avviato tra il 2018 e il 2024.
Oltre 500: i nuovi pazienti oncologici presi in carico in media ogni anno.
Circa 10.000: gli accessi e le prestazioni registrati nel solo anno 2025 presso il presidio ospedaliero.
40%: la quota di mobilità attiva da altre ASL in regime di Day Hospital raggiunta nel 2025.
Le dichiarazioni della Dottoressa Giulia Gramignano, Direttore della Struttura Complessa Oncologia Ospedale-Territorio
“Particolare attenzione è rivolta anche agli aspetti umani e sociali della malattia. Accanto alle figure sanitarie operano una psicologa e un’assistente sociale, integrate nei percorsi assistenziali e impegnate nel supporto ai pazienti e alle loro famiglie.
I dati confermano la crescita dell’attività. Circa 10.000 accessi/prestazioni nel 2025 solo nel presidio ospedaliero, complessivamente, ogni anno vengono presi in carico oltre 500 nuovi pazienti. Una mobilità attiva dalle altre Asl in regime di Day Hospital, da sempre rilevante, che ha raggiunto il 40% nel 2025. Il percorso intrapreso dalla Asl Medio Campidano dimostra come l’oncologia possa evolvere verso un modello più sostenibile, accessibile e vicino ai bisogni reali delle persone. La sfida non è soltanto curare, ma accompagnare il paziente lungo tutto il percorso, riducendo gli spostamenti, valorizzando le sedi territoriali e costruendo una rete assistenziale capace di unire competenza specialistica, prossimità e continuità di cura”.
“L’innovazione non si misura solo nei farmaci che utilizziamo o nelle tecnologie che acquistiamo. Si misura anche nella capacità di costruire modelli organizzativi nuovi, che rispondano meglio ai bisogni dei pazienti. Portare l’oncologia nel territorio, mantenendo la stessa qualità specialistica dell’ospedale e garantendo supporto psicologico e sociale, è stata la nostra più importante innovazione”.
“Curare un tumore significa prendersi cura di una persona e della sua famiglia, un modello che integra competenze specialistiche, supporto psicologico e sociale e una rete territoriale capace di offrire cure di qualità vicino al luogo di vita dei pazienti. L’obiettivo è garantire una presa in carico a 360 gradi, perché i bisogni delle persone non sono soltanto sanitari”.
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