Colpo al traffico di esseri umani: smantellata in Sardegna un’organizzazione, 8 fermi tra Cagliari e la Francia
Una capillare ed imponente operazione antimafia ha smantellato all’alba di oggi una delle più complesse e strutturate reti criminali transnazionali attive nel Mediterraneo occidentale. L’indagine, ribattezzata “PHANTOM” e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Cagliari, ha visto l’impiego di oltre cento operatori della Polizia di Stato appartenenti al Servizio Centrale Operativo (SCO), alla Squadra Mobile del capoluogo sardo e alla SISCO, culminando nell’esecuzione di un provvedimento di fermo nei confronti di otto cittadini stranieri.
Il nome dell’operazione deriva dai natanti d’alto mare utilizzati dal gruppo: i “Phantom”, gommoni ad altissime prestazioni idonei a solcare le rotte marittime a grande velocità. Secondo la ricostruzione degli investigatori — avviata nel mese di febbraio attraverso intercettazioni, pedinamenti e riscontri sul campo —, il sodalizio aveva strutturato un solido asse operativo triangolare tra El Kala (Algeria), Cagliari e Marsiglia (Francia).
https://www.vistanet.it/cagliari/wp-content/uploads/sites/2/2026/08/6419815c-918e-11f1-bd68-736d736f6674.mp4L’Algeria era la sede logistica per il reclutamento dei migranti, la gestione degli scafisti e l’organizzazione delle partenze verso le coste sarde, facilitate anche da presunte condotte corruttive ai danni di autorità locali. Cagliari, il cuore operativo per la gestione dell’accoglienza clandestina, il supporto logistico e la falsificazione dei documenti, mentre Marsiglia la base del principale referente economico della rete, incaricato di finanziare la struttura e reperire i natanti d’alto mare.
A capo dell’intero sistema illecito vi sarebbe un cittadino algerino richiedente asilo, di recente insediatosi nel cagliaritano. L’uomo avrebbe diretto la riscossione del denaro necessario per le traversate — stimato in circa 2.500 euro a persona — garantendo l’avvio di almeno cinque viaggi già documentati dalle forze dell’ordine.
Gli inquirenti hanno inoltre scoperto che l’organizzazione pianificava di espandere il proprio raggio d’azione inaugurando una rotta ancora più redditizia: far partire i gommoni veloci dalla Sardegna verso l’isola tunisina di La Galite, imbarcare gruppi di migranti e fare immediato rientro sull’isola, moltiplicando così viaggi e profitti.
Accanto al traffico di esseri umani, la cellula sarda gestiva un collaudato mercato di documenti contraffatti. Sfruttando presunte infiltrazioni nelle strutture di accoglienza (senza alcun coinvolgimento delle società gestori), il gruppo recuperava i modelli C3 originali per la protezione internazionale, alterandoli con nuove fotografie. I falsi attestati venivano poi venduti a circa 150 euro, consentendo ai migranti irregolari di spostarsi sul territorio nazionale o di espatriare. Con il medesimo sistema venivano procurati anche medicinali ad effetto psicotropo destinati allo spaccio illegale.
Infine, le attività investigative hanno intercettato la fase preparatoria per l’importazione via mare dalla Spagna di 500 chili di hashish e 10 chili di cocaina, piano che tuttavia non è stato portato a compimento e che pertanto non è contestato nel formale provvedimento di fermo.
L’operazione odierna si è conclusa grazie al supporto del Reparto Prevenzione Crimine, del Reparto Volo, delle unità cinofile e del XIII Reparto Mobile Sardegna, sventando il concreto pericolo di fuga dei principali indagati.
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