Bottiglietta avvelenata al Tribunale di Cagliari: ragazza in ospedale, indagini in corso
Vivi Quartu

Bottiglietta avvelenata al Tribunale di Cagliari: ragazza in ospedale, indagini in corso

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15 October 2026
08:05
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Bottiglietta avvelenata al Tribunale di Cagliari: ragazza in ospedale, indagini in corso.

Siringhe e veleni al Palazzo di Giustizia: l’ombra del sabotaggio sul giallo della bottiglietta manomessa.

Un velo di profonda inquietudine e forte apprensione si avvolge improvvisamente attorno alle aule di piazza Repubblica a Cagliari, trasformando una semplice e quotidiana pausa di lavoro in un vero e proprio incubo dai contorni ancora misteriosi e decifrabili.

Un insolito episodio di potenziale avvelenamento e deliberato sabotaggio ha fatto scattare l’allarme rosso all’interno del Palazzo di Giustizia del capoluogo sardo, dove una giovane tirocinante in servizio presso la Corte d’appello è finita d’urgenza in ospedale dopo aver ingerito dell’acqua contaminata.

La sequenza dei fatti si è consumata con rapidità drammatica all’interno degli uffici giudiziari: la ragazza, dopo aver acquistato una confezione d’acqua apparentemente sigillata, ne ha stappato una bottiglietta per bersene un solo sorso.

È bastata tuttavia quella minima quantità di liquido per farle avvertire immediatamente una sensazione anomala, caratterizzata da un odore insolito e da un persistente sapore dolciastro, a cui è seguito nel giro di pochissimi istanti un acuto e doloroso bruciore alla gola accompagnato da un malessere generale.

Presa dallo sgomento e dai primi sintomi di malore, la giovane ha esaminato da vicino l’involucro di plastica, scoprendo con sconcerto la presenza di un minuscolo foro sulla superficie della bottiglia, visibilmente praticato con l’estremità di un ago da siringa e poi accuratamente richiuso per evitare che il contenuto potesse fuoriuscire prima dell’uso.

Soccorsa tempestivamente e trasportata al pronto soccorso della città, la tirocinante è stata sottoposta a tutti gli accertamenti clinici necessari e trattenuta in osservazione per la notte, fino a quando le sue condizioni di salute si sono fortunate stabilizzate, scongiurando il peggio e confermando che la ragazza è ormai fuori pericolo di vita.

Sulla vicenda si è subito attivata la macchina giudiziaria con la massima priorità e il più stretto riserbo: dopo la formale apertura di un fascicolo di indagine da parte del Procuratore della Repubblica, i carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura hanno provveduto al tempestivo sequestro dell’oggetto reato.

Il contenitore manomesso sarà ora sottoposto a rigorosi ed approfonditi esami di laboratorio e perizie tossicologiche, fondamentali per identificare con esattezza la natura chimica della sostanza contaminante iniettata e per determinare la quantità precisa presente nell’acqua.

L’incredibile accaduto è seguito passo dopo passo e con la massima attenzione da parte dei vertici dell’ufficio, in particolare dal procuratore capo e dal procuratore generale, mentre i carabinieri proseguono gli accertamenti a tutto campo, senza escludere per il momento alcuna pista investigativa.

Nel frattempo, un clima di forte preoccupazione e tensione serpeggia tra i corridoi e le stanze di piazza Repubblica, tanto che per la giornata odierna sono stati disposti ed avviati capillari controlli di sicurezza su tutte le scorte e le provviste d’acqua stoccate ed usufruite all’interno dell’intero Palazzo di Giustizia.

 

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