Batteria Prunas nel degrado, l’allarme degli “esploratori”: «Bene storico a rischio, servono interventi urgenti»
La storica Batteria Prunas, nell’area di Sant’Elia a Cagliari, versa in uno stato di forte degrado. A denunciarlo sono gli esploratori e studiosi di Sardegna Sotterranea e del Gruppo Cavità Cagliaritane – Cristiano Congiu, Bruno Casanova, Mariano Raffo, Marcello Polastri e Alessandro Congia – che hanno presentato un esposto a Regione Sardegna, Soprintendenza, Comune di Cagliari e Demanio chiedendo un intervento urgente per salvaguardare il sito.
Secondo quanto segnalato dal team, il complesso militare, parte del sistema difensivo costiero cittadino e ritenuto un bene di rilevante interesse storico e paesaggistico, sarebbe oggi interessato da gravi criticità che ne mettono a rischio la conservazione.
«Non ci sono soltanto i presunti abusi ai margini dell’area – spiega Marcello Polastri, storico fondatore del Gruppo Cavità Cagliaritane – ma un generale stato di abbandono che negli anni è cresciuto nell’indifferenza. Bagnanti e visitatori ignorano il valore storico di questo luogo, tra alloggi militari, bunker e passaggi sotterranei che raccontano una parte importante della storia di Cagliari».
Le associazioni riferiscono di aver documentato fotograficamente il degrado e di aver trasmesso una relazione dettagliata agli enti competenti. Nel corso delle attività di ricognizione sarebbe stata inoltre individuata un’antica cava estrattiva, forse di epoca romana, già segnalata alla Soprintendenza.
Tra le principali criticità evidenziate figurano il deterioramento delle strutture militari, la presenza di vegetazione incolta, il rischio incendi, crolli nelle strutture ipogee, accumuli di detriti e rifiuti, oltre al danneggiamento o alla scomparsa di elementi storici originali, come componenti metallici e targhe identificative risalenti al 1940.
Secondo il team esplorativo, alcune strutture sarebbero inoltre utilizzate impropriamente come ricoveri di fortuna, con presenza di materiali e rifiuti che sollevano anche problemi sotto il profilo igienico-sanitario. L’area, aggiungono, risulterebbe facilmente accessibile da più punti, compreso il versante a mare, senza adeguate recinzioni né cartelli di pericolo.
Per questo motivo gli esploratori chiedono alle istituzioni un sopralluogo congiunto, la messa in sicurezza del sito, interventi di pulizia e manutenzione straordinaria, la verifica di eventuali occupazioni abusive e l’avvio di un percorso di restauro e valorizzazione del complesso.
«La Batteria Prunas – conclude Polastri – rappresenta un patrimonio identitario della città che dovrebbe essere restituito alla collettività attraverso percorsi culturali e turistici, non lasciato all’abbandono. Il rischio è che il degrado continui a cancellare un pezzo importante della storia di Cagliari».
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