Una marea umana invade le strade di Cagliari: migliaia di cittadini in marcia contro il caro vita, la spesa militare e la speculazione energetica
Una marea umana invade le strade di Cagliari: migliaia di cittadini in marcia contro il caro vita, la spesa militare e la speculazione energetica.
Una imponente e straordinaria partecipazione di popolo sta caratterizzando la giornata di mobilitazione nel capoluogo sardo, dove migliaia di manifestanti sono scesi in strada per fare sentire la propria voce.
L’importante appuntamento di protesta si inserisce nel contesto dello sciopero generale proclamato per la giornata odierna dall’Usb, mobilitazione che vede convergere le istanze contro il caro vita, la spesa militare, il riarmo e le criticità legate ai settori fondamentali della sanità e della scuola.
Il corteo ufficiale della manifestazione nel capoluogo ha preso il via animandosi direttamente dalla storica piazza Garibaldi, punto di ritrovo iniziale scelto da centinaia di partecipanti.
Fin dalle prime ore della mattinata, in piazza Garibaldi, insieme ai lavoratori e alle lavoratrici scesi in strada, sono presenti numerose e differenti realtà sociali e studentesche giunte da ogni angolo della regione.
L’ampio fronte della protesta racchiude infatti l’adesione di molteplici sigle e movimenti, tra cui figurano il Comitato sardo di solidarietà con la Palestina, gli studenti delle scuole di Cagliari e Sassari, la Gioventude de Sardinia, Potere al Popolo, la rete A Foras, Sardigna Global Sumud, il Comitato diritti educatori ed educatrici e i Giovani palestinesi Sardegna.
A rafforzare ulteriormente il corteo si registra la presenza attiva dei Comitati di Pratobello 24 e dei Comitati territoriali della Pratobello 26, schierati in prima linea per denunciare e contestare con forza la speculazione energetica che minaccia l’isola.
Proprio da parte dei comitati territoriali viene ribadita con fermezza una proposta politico-amministrativa ben precisa, incentrata sul fatto che i Comuni, attraverso l’adozione di varianti urbanistiche che risultino non impugnabili davanti alla Corte costituzionale, possono concretamente blindare i territori dall’assalto delle rinnovabili.
In merito a questo tema cruciale, gli stessi comitati presenti in piazza durante la mobilitazione dell’Usb sottolineano con convinzione che i Comuni possono fermare l’assalto eolico che sta interessando il paesaggio sardo.
Per portare avanti questa battaglia comune, i manifestanti sono arrivati numerosi da tutta la Sardegna, unendo così alla protesta generale contro il caro vita e il riarmo anche la pressante emergenza legata alla speculazione energetica.
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