Ucciso da una pala eolica che gli ha tranciato l’ala: la triste fine di un grifone sul Monte Grighine
Vivi Quartu

Ucciso da una pala eolica che gli ha tranciato l’ala: la triste fine di un grifone sul Monte Grighine

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Admin Quartu.NET
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04 October 2026
10:23
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Una contrapposizione netta che riaccende il dibattito sulla tutela della fauna selvatica e sulla transizione energetica nell’isola. Da un lato il trionfo delle politiche di conservazione della biodiversità sostenute dall’Unione Europea, dall’altro la denuncia sul campo degli attivisti per l’impatto degli impianti eolici sulle rotte dei grandi rapaci.

Dal video di Franca Piga

A sollevare il caso è l’attivista animalista Franca Piga, che attraverso un duro sfogo sui social ha documentato la situazione nel territorio compreso tra i comuni di Mogorella, Villaurbana e Ruinas. “Sabato 3 ottobre 2026, mentre mi trovavo sul Monte Grighine per realizzare alcuni video e scattare foto della devastazione, ho assistito impotente a una delle scene più tristi che potessi immaginare: la fine che fanno migliaia di volatili ogni giorno” – ha dichiarato l’attivista.

Dal video di Franca Piga

Al centro del suo appello vi è la preoccupazione per la proliferazione dei parchi eolici nelle aree ad alta sensibilità naturalistica: “Non possiamo permettere che i progetti presentati sul Monte Grighine, così come quelli della Nurra e di tanti altri territori in cui il grifone e altre specie vulnerabili sono presenti, vengano approvati mettendo a rischio la loro sopravvivenza. Non possiamo restare indifferenti di fronte a tutto questo”.

La denuncia giunge a poche ore da una tappa storica per l’ambiente nell’isola. Giovedì 1° ottobre, presso la voliera di Cea Romana a Villasalto, gli operai dell’agenzia Forestas hanno aperto le porte al quarto e ultimo contingente del progetto di restocking. Sotto gli occhi di istituzioni, studenti, giornalisti ed esperti dell’agenzia europea Cinea, 16 grifoni hanno spiccato il volo: 13 esemplari provenienti dalla Spagna, 2 esemplari donati da strutture zoologiche della Repubblica Ceca e di Falconara, 1 esemplare (“Dolianova”), già liberato in precedenza, recuperato in difficoltà e curato presso il Centro di recupero della fauna selvatica di Bonassai a Sassari.

Con questo rilascio si concludono ufficialmente le operazioni di ripopolamento previste dal programma LIFE Safe for Vultures, promosso da Università di Sassari, Agenzia Forestas, Corpo Forestale Regionale, E-Distribuzione e Vulture Conservation Foundation. A tre mesi dalla chiusura ufficiale delle attività, gli obiettivi fissati con la Commissione Europea appaiono ampiamente superati.

Tuttavia, l’importante investimento economico e scientifico profuso dalla Regione e dall’Unione Europea rischia di scontrarsi con le insidie infrastrutturali del territorio, riaprendo il confronto sulla necessità di tutelare i cieli sardi e i suoi abitanti più rari.

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