Tra aristocratico bon ton e verace ironia campidanese: il fascino del “Non mi tocchetti che mi caghetti”
Vivi Quartu

Tra aristocratico bon ton e verace ironia campidanese: il fascino del “Non mi tocchetti che mi caghetti”

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Admin Quartu.NET
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08 October 2026
11:16
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Tra aristocratico bon ton e verace ironia campidanese: il fascino del “Non mi tocchetti che mi caghetti”.

Nel vasto e sorprendente repertorio di motti e modi di dire dell’isola, in alcune zone della Sardegna si usa l’espressione “Non mi tocchetti che mi caghetti”. Ma cosa vuol dire e da dove deriva questo celebre e bizzarro detto?

In alcune zone della Sardegna si sente dire una frase che, a prima vista, potrebbe sembrare il frutto di un curioso esperimento linguistico tra bon ton, limba e dialetto: “Non mi tocchetti che mi caghetti”. Questa perla di saggezza popolare è particolarmente diffusa nel cagliaritano, ma non è raro sentirla anche in altre zone dell’isola. È una di quelle frasi che, detta al momento giusto, strappa sempre una risata e dimostra ancora una volta quanto il sardo sia una lingua straordinaria: vivace, espressiva, ricca di sfumature e perfetta per dipingere la realtà con un tocco di ironia. E poi, ammettiamolo: è impossibile ascoltarla senza immaginare qualcuno che, con fare snob, solleva il mignolo mentre tenta di allontanarsi con aria disgustata.

Detta così, sembra quasi un avvertimento elegante, un modo ricercato per mettere distanza tra sé e il prossimo… se non fosse per quel finale decisamente poco aristocratico. Ma cosa significa davvero questa espressione? Si tratta di un modo di dire ironico, utilizzato per prendere in giro le persone che si danno arie da nobili, che si atteggiano a superiori e fanno di tutto per evitare il contatto con la “plebe”. Insomma, tutti quelli che hanno il terrore di “sporcarsi le mani” e cercano di mantenere le distanze, sia fisiche che sociali perché hanno la puzza sotto il naso.

Il bello è che l’espressione è costruita in un italiano volutamente sgangherato, quasi maccheronico, proprio per sottolineare il contrasto tra chi si sforza di apparire altolocato e chi, invece, resta orgogliosamente ancorato alle sue radici e al suo dialetto. Una sintesi comica impreziosita da una vena di satira sociale che travalica i secoli, rimanendo viva e attualissima nella quotidianità dell’isola.

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