Ritrovato in fin di vita, divorato da rogna e zecche: Ernestino, appena 3 mesi, lotta per la vita
C’è una Sardegna da cartolina, fatta di acque cristalline, spiagge bianche e tramonti mozzafiato che incantano il mondo. E poi c’è un’altra isola, quella che troppo spesso giace nascosta dietro i muretti a secco e lungo le strade polverose, nel silenzio di un randagismo che continua a rappresentare una ferita aperta per il territorio. A dare un volto e un nome a questa drammatica realtà è la storia di Ernestino, un cucciolo di appena tre mesi arrivato in condizioni disperate al rifugio LIDA “I Fratelli Minori” di Olbia.
A soccorrerlo e a consegnarlo nelle mani delle volontarie sono stati due turisti tedeschi, sconvolti per aver trovato quel piccolo fagotto di sofferenza abbandonato a se stesso. La rogna lo sta divorando, le zecche lo ricoprono e il suo corpicino è così magro e debilitato da sembrare pronto a spezzarsi da un momento all’altro. Eppure, sotto quelle ferite, brilla ancora una straordinaria forza di volontà.
«Sardegna, paradiso per gli occhi e inferno per gli ultimi. Qualche sera fa questa realtà ha bussato alla nostra porta con il volto di Ernestino. A portarcelo sono stati dei turisti tedeschi: piangevano così tanto da non riuscire nemmeno a spiegare con precisione dove lo avessero trovato. Bastava guardare quel fagotto di dolore tra le loro braccia. Ernestino è il fallimento di un sistema, la prova vivente di quanto l’uomo sappia essere spietato. Il randagismo non è solo un problema di sanità o di sicurezza, è una ferita aperta sulla dignità della nostra isola.»
Nonostante le sofferenze e una vita iniziata nel peggiore dei modi, Ernestino ha sorpreso tutti dimostrando un attaccamento alla vita commovente. Ogni boccone di cibo che riesce a mandare giù è una piccola grande vittoria contro un destino che sembrava già segnato.
«Oltre la pelle mangiata dalla rogna, oltre le ferite e quel corpicino così magro, c’è una scintilla che l’uomo non è riuscito a spegnere: Ernestino mangia. Sembra un gesto scontato, ma per lui è una dichiarazione di guerra al destino crudele. Ha solo tre mesi e ha già attraversato l’inferno. Ma lui non lo sa che il mondo può essere un posto terribile: sente che oggi, finalmente, qualcuno lo accarezza senza fargli male e che quella ciotola è una promessa: “Non sarai mai più solo”.»
Oggi il piccolo sta affrontando una terapia complessa, fatta di bagni medicati e un’alimentazione specifica per permettergli di riprendere peso. Il rifugio di via Dei Cestai, situato a due passi dall’aeroporto di Olbia, ha lanciato un appello urgente alla solidarietà per sostenere le ingenti spese mediche, i vaccini e l’acquisto di cibo specifico.
«A voi che venite a trovarci o che passate vicino al rifugio diciamo: non giratevi dall’altra parte. Venite a guardare negli occhi questo piccolo guerriero. Ernestino è il simbolo della Sardegna che soffre, ma anche della Sardegna che non si arrende e che vuole cambiare. Lui ci sta mettendo tutta la sua forza, ora tocca a noi non lasciarlo cadere proprio adesso che ha iniziato a lottare.»
Contatti 3334312878 – lidaolbia@tiscali.it
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L.I.D.A. Sez. Olbia – rifugio I Fratelli Minori
via Dei Cestai 26 – 07026 Olbia
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