Quartu, l’unica città italiana sopra i 50mila abitanti senza un Pronto Soccorso pubblico: «Riaprire subito»
Intervento urgente sulla riapertura del Pronto Soccorso presso l’ex Ospedale Marino di Cagliari. La lettera aperta dell’ingegner Enrico “Eric” Capra, imprenditore, ingegnere della sicurezza e presidente dell’Associazione Sclerosi Multipla Sardegna, ai Sindaci di Cagliari e Quartu Sant’Elena, Massimo Zedda e Graziano Milia, e a numerose istituzioni regionali e nazionali.
Secondo i dati ISTAT e le analisi prodotte dall’Ing. Capra, Quartu Sant’Elena (68.002 residenti) è l’unico comune italiano con oltre 50.000 abitanti a non disporre di un Pronto Soccorso pubblico. I cittadini quartesi e quelli dei quartieri orientali di Cagliari (Sant’Elia, Quartiere del Sole e Poetto) sono costretti a raggiungere i PS di Cagliari con tempi di percorrenza che in condizioni di traffico intenso superano i 35-45 minuti. “Lo standard dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per i codici rossi è di 8-10 minuti”, si legge nel documento. “Qui siamo oltre il 300-450% in più. Ogni minuto di ritardo riduce la sopravvivenza dell’1-2% in caso di arresto cardiaco. Non sono numeri: sono vite.”
Il progetto prevede il recupero adattivo dell’ex Ospedale Marino – struttura che ha già ospitato un Pronto Soccorso efficiente per decenni – con un investimento di 9,46 milioni di euro, il 41% in meno rispetto a una nuova costruzione a Quartu, e tempi di realizzazione di 26 mesi contro i 48+ del nuovo.
Il rapporto costi-benefici sociali è stimato in 1:4,2: per ogni euro speso, il sistema sanitario regionale ne risparmierebbe 4,2 in trasporti, accessi impropri e mortalità evitabile.
Nella sua analisi, Capra elenca le violazioni sistematiche della Costituzione Italiana: Art. 2 – Diritti inviolabili dell’uomo (diritto alla vita in emergenza), Art. 3 – Principio di uguaglianza (discriminazione territoriale), Art. 32 – Diritto alla salute, Art. 97 – Buon andamento della Pubblica Amministrazione, Art. 117 – Mancata garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), Art. 118 – Principio di sussidiarietà. A queste si aggiungono le violazioni della Carta Europea dei Diritti del Malato e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Capra chiede ai primi cittadini di prendere posizione pubblica a sostegno del progetto, fare pressione sulla Presidente Todde per un tavolo tecnico, attivare tutti gli strumenti istituzionali per tutelare il diritto alla salute, convocare un Consiglio Comunale straordinario dedicato alla questione. Nonostante l’invio del progetto completo alla Presidente della Regione Alessandra Todde lo scorso 14 agosto, Capra non ha ancora ricevuto alcuna risposta. “Comprendo che i tempi della politica siano complessi – dichiara – ma il silenzio non lo interpreto come un rifiuto, bensì come un invito a fare di più: a rendere la mia proposta ancora più solida, più condivisa, più integrata con le strategie istituzionali.”
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