Premio Ondras: il vincitore del 2026 è Francesc Xavier Vila Moreno, ministro per la Politica Linguistica della Catalogna
Il Premio Ondras, riconoscimento per gli attivisti delle lingue minoritarie in Europa, è giunto alla sua
quinta edizione: l’appuntamento per la cerimonia di premiazione sarà venerdì 2 ottobre 2026 a partire
dalle ore 19 presso la Manifattura Tabacchi di Cagliari. Il vincitore del premio 2026 è Francesc Xavier Vila Moreno, conseller de Política Lingüística de la Generalitat de Catalunya. Condurranno la serata il filologo algherese Francesco Ballone e la giornalista, nonché componente della commissione degli esperti, Maria Antonietta Piga, ad accompagnare l’evento ci saranno gli interventi musicali di Beppe Dettori. Presenterà il premio Mauro Carta, presidente regionale CREI ACLI.
Francesc Xavier Vila Moreno, conseller de Política Lingüística de la Generalitat de Catalunya, è nato a
Esplugues de Llobregat nel 1966 ed è docente di Sociolinguistica catalana presso il Dipartimento di
Filologia Catalana e Linguistica Generale dell’Università di Barcellona. Nel 2021 è stato nominato
Segretario per la Politica Linguistica, incarico ricoperto fino alla sua nomina a conseller ossia ministro
per la Politica Linguistica.
Laureato in Filologia Catalana presso l’Università di Barcellona (1989) e dottore di ricerca in Linguistica
presso la Vrije Universiteit Brussel (1996), ha insegnato in diverse università nazionali ed estere. È stato
direttore del Master in Consulenza, Politica Linguistica e Servizi Editoriali dell’Università di Barcellona.
Dall’aprile 2010 fino alla nomina a Segretario per la Politica Linguistica, ha diretto il CUSC (Centro di
Ricerca in Sociolinguistica e Comunicazione) dell’Università di Barcellona. Ha inoltre diretto il
Dipartimento di Filologia Catalana e Linguistica Generale del medesimo ateneo. In precedenza, è stato
il primo direttore della rete CRUSCAT (Conoscenze, rappresentazioni e usi del catalano) dell’Istituto di
Studi Catalani (2004-2009). Vila è autore di numerose pubblicazioni specialistiche, tra cui libri, capitoli di volumi e articoli su riviste. Si è dedicato anche alla divulgazione scientifica attraverso articoli sulla stampa, conferenze e altre attività.
La motivazione del premio è spiegata dal presidente della commissione di esperti Giuseppe
Corongiu: “Il Governo Catalano, di recente, ha istituito un nuovo ministero: quello appunto della
Politica Linguistica, sottolineando l’importanza che ha avuto e ha questo tema per le istituzioni locali.
Esisteva già da tempo un Dipartimento delle Politiche Linguistiche Catalane che ha svolto il suo
compito, negli anni, con fermezza, rigore e con grande successo. Il premio al primo dei Ministri che si
succederanno in questa carica, va inteso come un riconoscimento al popolo catalano, alle sue
istituzioni, alla sua politica linguistica ferma e determinata per decenni, e alla personalità che la
incarna ora con merito e benemerenza. La Catalogna è certamente, nel panorama europeo delle
lingue, una di quelle che ha lavorato più a lungo e meglio e una di quelle che meglio ha incarnato lo
spirito europeo di apertura massima e di sviluppo della propria identità”.
Questo il testo che verrà riportato sulla targa del premio: “S.E. Francesc Xavier Vila i Moreno Rivera Ministru de sa Polìtica Linguìstica de sa Generalitat de Catalogna. Cun istima manna e su cunsideru prus artu pro s’impinnu istitutzionale ispantosu in sa tutela, valorizatzione e isparghinamentu de sa limba catalana, pilastru a fundamentu de s’identidade e de sa cultura de s’Europa nostra. S’impreu e s’apentu suos pro su bene de sa comunidade abarrant unu esempru primorosu de valore tzivile e polìticu artu pro totu nois sardos”. [“Con profonda stima e la più alta considerazione per lo straordinario impegno istituzionale profuso nella tutela, valorizzazione e diffusione della lingua catalana, pilastro fondamentale dell’identità e della cultura della nostra Europa. Il suo operato e la sua dedizione al servizio della comunità restano un esempio luminoso di altissimo valore civile e politico per tutti noi Sardi”].
Il CREI ACLI è l’organizzazione che ha ideato, pensato e ha promosso l’iniziativa a partire dal 2022, in
collaborazione con l’Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e
sport della Regione Sardegna e la Fondazione di Sardegna, in sostituzione di un precedente premio di
poesia sarda che le ACLI organizzarono nel passato.
La commissione degli esperti è così composta: il presidente Giuseppe Corongiu, scrittore, Daniela
Masia, operatrice culturale, Nicolò Migheli, sociologo, Maria Antonietta Piga, giornalista. La prospettiva di apertura e creazione delle reti di dialogo con l’Europa è sempre stata una caratteristica peculiare di Ondras ed è anche il suo traguardo nel medio e lungo termine. Ondras (che in sardo significa proprio riconoscimento, onore) infatti è un premio a personalità conosciute o meno del mondo delle minoranze linguistiche, ma soprattutto è un “Progetto” che mira a riportare la questione linguistica nella agenda politica principale e a stimolare la società sarda; un cammino progressivo verso il riutilizzo delle lingue locali, non polemizzando con le istituzioni preposte, ma piuttosto affiancandosi ad esse per essere di aiuto e di provocazione.
Si tratta di attualizzare due spinte decisive: il legame con tutte le situazioni extraisolane che hanno
qualcosa in comune con la situazione sarda e, allo stesso tempo, lavorare sulla comunicazione e sulla
conoscenza della realtà sarda per predisporla al cambiamento. Ondras intende implementare un progetto di collaborazione più vera e profonda con la realtà europea e approfondire la conoscenza della realtà sarda anche con l’uso di mezzi scientifici e sociologici che permettano di capire quali siano gli orientamenti della popolazione e mettere in campo progetti di comunicazione sempre più articolati.
Lo scorso anno il premio è andato a alla famiglia sardo-basca Azzena Santiago che risiede nella città di
Iruñea (nome originario basco) più nota con quello castigliano di Pamplona. Si tratta del giovane
nucleo familiare composto da Riccardo Azzena, 35 anni, sardo espatriato da diversi anni, Ainara
Santiago Langarika, 34 anni, sua moglie originaria della città della Navarra e il piccolo Aratz di un
anno. La giuria del premio promosso dal CREI ACLI e giunto alla sua quarta edizione, motivò così la
scelta: “La famiglia Azzena Santiago incarna tutti i valori europei del pluralismo linguistico, della
diversità e della promozione delle lingue minoritarie in quanto, essendo composta da un gallurese
espatriato e da una navarrese di lingua basca; pur vivendo in una realtà dove le lingue dominanti
hanno un ruolo preponderante, hanno deciso di crescere il loro figlio utilizzando le rispettive lingue identitarie. Pertanto, il bimbo sarà cresciuto in gallurese e basco e apprenderà lo spagnolo e l’italiano,
magari in un secondo momento a scuola o dall’ambiente circostante”.
Nel 2024 il premio venne attribuito alla comunità di Orgosolo, paese della Barbagia noto per avere la
quasi totalità degli abitanti che parlano sardo: l’obiettivo era proporre una riflessione a tutta la
comunità regionale sull’uso e la promozione della lingua di minoranza. Un fatto che non può essere
considerato un mero rimando al folklore, ma piuttosto una risorsa fondamentale della società e della
economia, oltre che rafforzare la coesione sociale in tempi di spopolamento e declino dell’intera isola
e non più solo delle zone interne.
Come venne sottolineato dal presidente della Commissione, lo scrittore e direttore storico del Servizio
Lingua Sarda della Regione, Giuseppe Corongiu “La nostra manifestazione mette al centro gli ultimi
delle lingue ultime”, una prospettiva di riscatto e di testimonianza che viene infine e valorizzata.
Per queste ragioni venne premiato il giornalista manager Franco Siddi, artefice principale dell’ingresso
in Rai della lingua sarda per la prima volta nella storia. Oltre a lui, sempre per l’edizione 2024 il
riconoscimento è andato a Danilo Brancati, rappresentante della comunità grecanica d’Italia, un
patrimonio linguistico eccezionale che rimanda ad antiche migrazioni di popolazione di lingua greca
nell’Italia meridionale.
Un giovane sempre impegnato, anche in lotta con il fantasma dell’emigrazione, a diffondere questo preziosissimo patrimonio culturale, che sembra non volersi arrendere contro la feroce e distruttiva globalizzazione, perpetuando nel tempo gli antichi saperi del popolo greco immigrato in tempi storici in Italia. Lo stesso significato da attribuire alla premiazione di Castillo Suarez Garcia, scrittrice, filologa e attivista della lingua basca all’interno della sua comunità di Navarra, una delle più antiche d’Europa, anche membro, dal 2022, della Euskaltzaindia, l’Accademia Reale per la Lingua Basca.
Nel 2023 furono premiati quattro studiosi. Antonella Sorace, docente ordinario di Linguistica
Acquisizionale presso l’università di Edimburgo, italiana di madre sarda nativa di Pozzomaggiore,
fondatrice e direttrice del centro internazionale di ricerca e promozione Bilingualism Matters, con 30
filiali in tutto il mondo. Scelta per avere con i suoi studi aperto nuove frontiere all’apprendimento di
tutte le lingue e per aver chiarito al mondo i vantaggi del bilinguismo a tutte le età. Guido Menshing,
che fece il suo intervento di ringraziamento in sardo, professore ordinario di Filologia Romanza presso
la Georg-August-Universität di Göttingen, in Germania, per l’incisività e la freschezza dei suoi studi
dedicati al sardo e alle lingue minoritarie nel tempo, a partire dalla creazione della famosa Lista di
Berlino, innovativa chat che all’inizio del secolo lanciò il sardo nell’era digitale con ottimi risultati di
coinvolgimento e interesse degli operatori. Blanca Inès Férnandez Quintana, giovane romanziera,
docente e musicista nella sua lingua madre, l’asturiano.
Gianfranco Fronteddu, giovane operatore culturale di Oliena, laureato presso l’università di Cagliari in “Traduzione Specialistica dei Testi”, e oggi collaboratore dello stesso ateneo, padre del traduttore automatico della lingua sarda Apertium. Nella prima edizione, quella del 2022, fu premiata Rut Bernardi, un’artista letteraria grande conoscitrice del mondo ladino e della sua letteratura che si distingue per l’amore per la lingua, che conosce in ogni suo dettaglio semantico e morfologico, con cui sa giocare con maestria e arte. William Cisilino, direttore dell’Agenzia per il friulano, per l’attivismo profuso in tutta la sua vita a favore della lingua della sua terra. Carles Duarte, poeta e studioso catalano per la profonda competenza e umanità con la quale ha saputo interpretare i diversi ruoli culturali e umani che la vita gli ha presentato, che ha saputo tradurre l’umanità e la bellezza dell’universo nella sua lingua.
In realtà però la prima edizione di Ondras, quella del 2022, si legò al nome e all’opera di una figura
simbolo dell’identità sarda quella di Paolo Pillonca. Nonostante un riconoscimento postumo alla
morte, egli fu scelto per la profonda traccia che ha lasciato nella memoria e nell’anima dei sardi, che ha
amato fino all’ultimo giorno e che ha onorato con le sue opere, le sue poesie, le sue canzoni e i suoi
studi. Un uomo di cultura profonda, che affonda le sue radici nella produzione letteraria classica,
profondità che è riuscito a trasformare in una luce che ha guidato la riscoperta del patrimonio della
poesia popolare a bolu, del vasto movimento dei poeti sardi che sono stati sostenuti nei vari premi
letterari e negli innumerevoli appuntamenti culturali da lui promossi in tutta l’isola. Per il grande
servizio reso alla lingua sarda che ha saputo riprendere nei suoi tratti più autentici, affinare, abbellire,
migliorare per renderla, sia nello scritto che nel parlato, un esempio e un modello di letteratura e
oratoria sublime e colta. Un maestro nell’estetica della nostra lingua letteraria.
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