Olbia, cane ucciso a fucilate: sequestrate tutte le armi al cacciatore, sospesa la licenza
Vivi Quartu

Olbia, cane ucciso a fucilate: sequestrate tutte le armi al cacciatore, sospesa la licenza

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12 October 2026
20:04
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Sequestro del fucile che sarebbe stato utilizzato per uccidere Zeus, ritiro di tutte le altre armi in possesso dell’uomo e sospensione della licenza di caccia. Sono i primi provvedimenti adottati nei confronti del cacciatore identificato dai Carabinieri nell’ambito dell’indagine sulla morte del pastore maremmano di tre anni, ucciso a colpi d’arma da fuoco nelle campagne di Su Trambuccone, alla periferia di Olbia. La notizia è stata riportata da L’Unione Sarda.

L’uomo è stato segnalato alla Procura della Repubblica per una serie di ipotesi di reato che dovranno essere accertate nel corso delle indagini. Al momento, dunque, le responsabilità sono al vaglio dell’autorità giudiziaria.

I fatti risalgono alla mattina dell’8 ottobre. Secondo la ricostruzione diffusa dalla Lida di Olbia, Zeus sarebbe stato raggiunto da due colpi di fucile a pochi metri dall’ingresso dell’abitazione della famiglia. Il cane, descritto dai proprietari come un animale affettuoso e parte integrante della vita familiare, sarebbe stato colpito mortalmente dopo aver abbaiato alla presenza di un uomo entrato nella proprietà privata.

Stando al racconto fornito dall’associazione animalista, prima della sparatoria si sarebbe verificato un episodio di tensione con un cacciatore entrato nel terreno recintato. Più tardi, intorno alle 9.45, il proprietario sarebbe rientrato a casa con Zeus. In quei momenti, un altro cacciatore si sarebbe introdotto nella proprietà. Sempre secondo la versione riferita dalla Lida, l’uomo avrebbe prima lanciato pietre contro il cane e poi esploso due colpi di fucile, uccidendolo. Avrebbe quindi tentato di spostare il corpo verso un canalone.

Richiamato dagli spari, il proprietario sarebbe uscito di casa per raggiungere l’animale, cadendo durante la corsa. A quel punto, secondo quanto denunciato, il cacciatore gli avrebbe puntato contro il fucile carico, minacciandolo di morte.

Il proprietario è stato accompagnato al Pronto soccorso per ricevere le cure necessarie, mentre i Carabinieri hanno avviato gli accertamenti che hanno portato all’identificazione dell’uomo e ai provvedimenti sulle armi. Anche il corpo di Zeus è stato posto sotto sequestro dall’Asl per consentire gli esami autoptici disposti nell’ambito dell’inchiesta.

Sulla vicenda è intervenuta duramente la Lida di Olbia, che ha espresso vicinanza alla famiglia e annunciato l’intenzione di affiancarla nelle sedi giudiziarie. L’associazione chiede che venga fatta piena luce sull’accaduto e invoca provvedimenti severi nei confronti del responsabile, qualora le accuse trovassero conferma. La morte di Zeus, sottolineano i volontari, ha lasciato la famiglia nello sconforto e riacceso il dibattito sulla sicurezza nelle proprietà private e sulla presenza di cacciatori nelle campagne. Tra le richieste avanzate dall’associazione figurano la revoca del porto d’armi e la confisca delle armi dell’uomo. La Lida ha inoltre annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario.

Intanto, il sequestro del fucile e delle altre armi, insieme alla sospensione della licenza di caccia, rappresenta il primo passaggio concreto sul fronte dei provvedimenti adottati dopo l’uccisione del cane. Saranno gli accertamenti investigativi e l’autorità giudiziaria a chiarire la dinamica dei fatti e le eventuali responsabilità penali.

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