Olbia. Abbaia all’intruso nel proprio giardino e viene giustiziato a colpi di fucile: la tragica storia di Zeus
Vivi Quartu

Olbia. Abbaia all’intruso nel proprio giardino e viene giustiziato a colpi di fucile: la tragica storia di Zeus

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11 October 2026
16:42
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Una tragedia immane e un atto di spietata violenza si sono consumati nella mattinata dell’8 ottobre in località Su Trambuccone, nelle campagne di Olbia. Zeus, un cane di tre anni descritto dai suoi proprietari come una presenza solare e un affetto viscerale per l’intera famiglia, e stato ucciso a colpi di fucile a pochissimi metri dall’ingresso della propria abitazione.

Secondo la ricostruzione dei fatti fornita dalla Lida Sezione di Olbia, la mattinata era iniziata con un primo episodio di tensione. Un cacciatore armato si era introdotto all’interno del terreno recintato adiacente all’abitazione ed era stato scortato fuori dalla proprietà dal proprietario di casa. Intorno alle 9:30, il padrone si e allontanato per circa quindici minuti insieme a Zeus. Al rientro, verso le 9:45, Zeus è sceso dall’auto felice mentre il proprietario è rientrato un istante in casa.

In quei pochi minuti, un altro cacciatore si era già introdotto nella proprietà privata. Sorpreso dal cane che abbaiava per difendere il proprio territorio, l’uomo ha dapprima lanciato delle pietre contro l’animale per poi imbracciare il fucile ed esplodere due colpi a bruciapelo, uccidendolo all’istante. Subito dopo, credendo di non essere visto, l’aggressore ha afferrato il corpo del cane per trascinarlo verso un canalone e occultarne il cadavere.

Attirato dalle detonazioni, il proprietario è corso fuori, ma nella frenetica corsa verso il proprio animale è caduto a terra. In quel momento il cacciatore gli si è scagliato contro, puntandogli l’arma carica al volto e minacciandolo di morte. L’intervento dei Carabinieri è stato immediato: i militari hanno rintracciato l’uomo e lo hanno condotto in caserma, mentre il proprietario è dovuto ricorrere alle cure del Pronto Soccorso. La salma di Zeus è stata sequestrata dall’ASL per le perizie autoptiche disposte dall’autorità giudiziaria.

Sulla vicenda è intervenuta con estrema fermezza la Lida Sezione di Olbia, che ha espresso profondo sdegno per l’accaduto e ha annunciato battaglia legale. “Zeus aveva solo tre anni. Un cane magnifico, solare, un’anima pura che non conosceva la cattiveria umana”, denunciano i volontari della Lida. “Oggi quella casa è immersa in un silenzio straziante, lacerata dal pianto e dal terrore. Zeus è stato assassinato con due colpi di fucile a bruciapelo, a tradimento, a pochi metri dalla porta di casa.”

L’associazione ha sottolineato come non si sia trattato di una banale lite o di un incidente di caccia, ma di una serie di reati gravissimi che vanno dall’uccisione crudele di animale al tentato occultamento di cadavere, fino alla violazione di domicilio e alla minaccia di morte aggravata. “Hanno il coraggio di definirsi amanti degli animali e di spacciarsi per sentinelle del territorio”, proseguono i rappresentanti del rifugio I Fratelli Minori. “La realtà è una sola: la caccia è una barbarie legalizzata, un passatempo anacronistico e violento alimentato da una lobby venatoria che si fa scudo di leggi medievali come l’articolo 842 del Codice Civile, grazie alla quale individui armati si sentono padroni assoluti della terra altrui.”

La Lida ha confermato che sarà al fianco della famiglia in ogni sede giudiziaria: “Saremo la sua voce, saremo il suo scudo legale e porteremo questa vergogna in tribunale costituendoci parte civile e pretendendo il massimo rigore della pena. Esigiamo la revoca immediata e definitiva del porto d’armi e la confisca di tutte le armi in possesso di questo individuo. Chiamiamo a raccolta tutti: l’articolo 842 va cancellato. Non faremo un solo passo indietro finchè chi ha premuto quel grilletto non avrà pagato”.

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