«Non sapevo che un giorno avrebbe salvato mio figlio», l’ambulanza di Giulia Zedda, nata dalla raccolta fondi
«L’ambulanza di Giulia… va, va e va. Porta tanti bambini». È con queste parole che l’associazione di volontariato Il sogno di Giulia Zedda racconta, con emozione e orgoglio, il viaggio della sua ambulanza, ormai diventata un simbolo di solidarietà e vicinanza per tante famiglie.
Un progetto nato grazie alla generosità di chi ha creduto in una raccolta fondi e ha contribuito a trasformare un sogno in realtà. L’associazione, fondata da Eleonora Galia in ricordo della figlia Giulia, si occupa di raccogliere e distribuire alle famiglie in difficoltà economica tutto ciò che serve ai bambini, dalla nascita fino ai 14 anni. Un impegno quotidiano fatto di gesti concreti, attenzione e amore verso la comunità.
Ma l’ambulanza di Giulia sta dimostrando di avere un significato ancora più profondo. Non soltanto un mezzo colorato e accogliente, ma una presenza capace di accompagnare i piccoli e i loro genitori anche nei momenti più delicati. A raccontarlo sono proprio le mamme che, in circostanze diverse, hanno avuto modo di salirci.
Una di loro ha inviato all’associazione la fotografia del proprio bambino, felice e sorridente appena salito a bordo. «Appena è salito in ambulanza era felicissimo e gli ho detto: “Dai, facciamo la foto per la mamma di Giulia”. E lui subito in posa». Un’immagine semplice, ma capace di racchiudere tutta la bellezza di un progetto che riesce a regalare serenità anche attraverso un piccolo momento di gioia.
Dietro altri viaggi, però, si nascondono storie molto più difficili. Una mamma ha voluto condividere un ricordo che porta ancora nel cuore: «Lo scorso inverno il mio piccolo, di appena tre mesi, ci ha viaggiato per essere accompagnato all’eliporto di Elmas e trasferito, insieme a me, in elicottero alla Rianimazione del Gemelli di Roma».
Un tragitto breve, ma vissuto come un’eternità, in un momento di grande paura per la salute del suo bambino. «Con il cuore a pezzi per quello che stava succedendo, ho pensato tanto a Giulia. L’ho sentita vicina, come un angelo che stava vegliando sul mio piccolo. Mi sono sentita confortata e profondamente grata. Ho assaporato l’amore che ci mettete in quello che fate».
La donna ricorda di aver seguito, ancora prima di immaginare che un giorno ne avrebbe avuto bisogno, la nascita dell’ambulanza: la raccolta fondi, la sua realizzazione e infine il momento in cui era entrata in servizio. «Non sapevo che poi un giorno ci sarei salita in una corsa per la vita di mio figlio. Grazie di cuore».
Anche un’altra mamma ha voluto esprimere la propria riconoscenza, sottolineando il valore dei progetti realizzati dall’associazione e il lavoro di Eleonora, Alfio e dei volontari: «Regalate un sorriso a tutti, migliorate le giornate ai bambini e ai genitori. Siamo state nella vostra ambulanza da poco, tutta colorata di rosa. La bambina era talmente incantata che non si è resa nemmeno conto di dove stesse andando».
E ancora, un’altra testimonianza, accompagnata da un grazie rivolto direttamente a Eleonora: «Appena saliti, io e il mio E. siamo rimasti stupiti dai bei colori e dal comfort. Vi abbiamo pensato tanto. Appena l’abbiamo vista arrivare per prenderci, Edo ha esclamato: “Evviva, l’ambulanza di Giulia!”. Grazie di cuore». Parole che arrivano dritte al cuore e che spiegano, meglio di qualsiasi presentazione, il senso di un’iniziativa sostenuta dalla solidarietà di tante persone.
È proprio questo il motivo per cui l’associazione invita tutti a partecipare alle proprie raccolte fondi. Perché i progetti solidali non sono rivolti soltanto a chi oggi si trova in difficoltà: possono diventare una risorsa preziosa per chiunque, in qualsiasi momento della vita, possa averne bisogno. «Serve a tutti… pur non augurandolo a nessuno».
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