Nato nel 1957, demolito nel 2026: il Mercato di San Benedetto volta pagina e la sua trasformazione divide Cagliari
Vivi Quartu

Nato nel 1957, demolito nel 2026: il Mercato di San Benedetto volta pagina e la sua trasformazione divide Cagliari

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31 July 2026
17:38
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Inaugurato il primo giugno del 1957 con i suoi ottomila metri quadrati distribuiti su due livelli, il Mercato di San Benedetto non è stato semplicemente un luogo di scambio commerciale, ma per generazioni di cagliaritani è rappresentato come “il Mercato” per antonomasia. Uno dei più grandi mercati coperti d’Europa e autentico simbolo dell’identità cittadina, ha racchiuso per quasi settant’anni i profumi, i colori e la vitalità dell’enogastronomia sarda, tra banchi di pesce fresco, ortofrutta, carni e specialità locali.

Foto di Pietro M. Figus

Un’epoca si è chiusa lo scorso marzo 2025 con la sospensione delle attività e il temporaneo trasferimento degli operatori nel mercato provvisorio allestito in Piazza Nazzari. Il 27 luglio 2026 è segnato come il punto di non ritorno: con i primi interventi sulla facciata di via Cocco Ortu sono iniziate le operazioni di completa demolizione e ricostruzione della struttura originaria. Privo di vincoli storici o architettonici formali, il vecchio edificio del 1957 cederà il passo a un’opera interamente nuova, resa possibile da un investimento di circa 31 milioni di euro, finanziato in larga parte dai fondi del PNRR.

Il piano approvato dal Comune di Cagliari punta a ridefinire radicalmente l’assetto dell’area entro il 2027, trasformandola in un polo commerciale, sociale e turistico di ultima generazione. La nuova struttura, priva di barriere architettoniche ed ecosostenibile, sarà caratterizzata da una grande corte interna di 280 metri quadri pensata per favorire la luce naturale e l’aerazione. Nel piano sotterraneo troverà spazio la logistica con le celle frigorifere per le merci, mentre la copertura ospiterà un “Green Layer”: una piazza sopraelevata e panoramica immersa nel verde, concepita per la ristorazione, gli aperitivi e la valorizzazione della cultura gastronomica. All’esterno, il progetto include percorsi pedonali tra via Bacaredda e via Pacinotti e una riorganizzazione dei parcheggi nel quartiere.

Render pubblicato dal Comune

L’imponente trasformazione non ha mancato di sollevare polemiche e discussioni tra i cittadini, divisi tra il rimpianto per la perdita della memoria architettonica del 1957 e l’attesa per un’infrastruttura all’avanguardia.

 

Alla luce del profondo legame storico della città con questo luogo e delle novità introdotte dal progetto, la parola passa a voi lettori: ritenete che la nuova struttura saprà valorizzare il futuro di San Benedetto, oppure preferivate la conservazione del vecchio e storico mercato?

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