Memorie sommerse: la Torre di Carcangiolas tra i tuffi del passato e la solitudine del mare
Memorie sommerse: la Torre di Carcangiolas tra i tuffi del passato e la solitudine del mare.
L’attuale configurazione della costa di Quartu, dove i resti della Torre di Carcangiolas giacciono oggi mestamente adagiati su un fianco, appare come una ferita aperta nella memoria collettiva, testimoniando un declino inesorabile verso una distruzione che sembra quasi completa, eppure, soltanto qualche decennio fa, questa imponente costruzione fortificata risalente al XVI secolo occupava un posto centrale nelle vite dei bagnanti del Poetto, trasformandosi nel fulcro dei giochi da spiaggia di intere generazioni.
A testimonianza di quell’epoca dorata restano impresse immagini vintage, scattate durante le estati di tanti anni fa, che ritraggono la struttura ancora fieramente in piedi nel litorale quartese, all’epoca regolarmente presa d’assalto da scalatori provetti e tuffatori impavidi d’altri tempi, i quali non esitavano a sfidare le altezze del bastione per lanciarsi nelle acque cristalline.
Edificata, secondo le ricostruzioni fornite dallo storico Giovanni Francesco Fara, proprio al tempo dell’occupazione spagnola, la torre si presentava come un solido manufatto in pietra calcarea e granito a forma tronco-conica, destinato originariamente a compiti di vigilanza e difesa. Il valore strategico di tale postazione non fu dimenticato nei secoli, tanto che la torre venne riutilizzata anche durante l’ultimo conflitto mondiale, servendo come punto privilegiato dal quale, nelle giornate di cielo limpido, era possibile scorgere lungo l’orizzonte verso ovest le silhouette delle torri di Mezza Spiaggia, del Poetto, nota anche come Torre Spagnola, e di Sant’Elia, mentre in direzione est si stagliava la sagoma della torre di Cala Regina.
Tuttavia, il destino di questo baluardo difensivo fu segnato definitivamente la notte del 23 dicembre 1979, quando una violenta mareggiata ne provocò il crollo parziale, condannando i resti dell’edificio a sprofondare in mare a poca distanza dalla battigia; oggi, quella che un tempo era un presidio di sicurezza e un luogo di svago per la gioventù locale giace vinta dalla forza del tempo e dell’azione incessante del moto ondoso, ridotta a una carcassa semidistrutta che continua, imperterrita, a raccontare agli osservatori contemporanei la storia gloriosa di un tempo in cui, al Poetto, ci si tuffava con spensieratezza proprio dalla cima della leggendaria Torre di Carcangiolas.
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