La Sardegna dei nuraghi bussa alla porta dell’Unesco: parte da Parigi la sfida per il 2027
Vivi Quartu

La Sardegna dei nuraghi bussa alla porta dell’Unesco: parte da Parigi la sfida per il 2027

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Admin Quartu.NET
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23 September 2026
12:03
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La Sardegna dei nuraghi bussa alla porta dell’Unesco: parte da Parigi la sfida per il 2027

Migliaia di anni di storia, pietre monumentali che punteggiano l’Isola e un patrimonio che non ha eguali nel Mediterraneo. Ora una parte della Sardegna protostorica prova a compiere un altro grande salto: entrare nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

A Parigi è iniziata la valutazione preliminare del dossier “Architettura e spazi di culto, la sacralità della Sardegna protostorica”, scelto dall’Italia come unica candidatura nazionale per il 2027.

Non si parla soltanto dei nuraghi, come potrebbe far pensare il nome con cui spesso viene raccontata la candidatura. Al centro del progetto ci sono soprattutto i luoghi nei quali le comunità della Sardegna protostorica esprimevano il rapporto con il sacro: pozzi e fonti sacre, tombe dei giganti e altri complessi monumentali capaci ancora oggi di raccontare una società sorprendentemente articolata.

È un patrimonio disseminato in tutta l’Isola e costruito nel corso di molti secoli, quando la Sardegna era pienamente inserita nelle rotte e negli scambi del Mediterraneo. Monumenti che colpiscono ancora oggi per dimensioni, tecnica costruttiva e capacità di fondersi con il paesaggio.

Il dossier, promosso dall’associazione Sardegna Terra di Nuraghi e sostenuto dalla Regione, è arrivato ora davanti agli organismi consultivi dell’Unesco. Quella cominciata a Parigi non è ancora la valutazione definitiva: servirà a esaminare la proposta, individuarne i punti di forza e indicare eventuali aspetti da approfondire prima della candidatura completa.

La strada è dunque ancora lunga, ma il passaggio ha un peso particolare: per il 2027 l’Italia ha deciso di puntare proprio sulla Sardegna.

Intorno alla candidatura si sta lavorando anche alla costruzione di una rete tra i siti, alla loro tutela, all’accessibilità e alla valorizzazione. Uno degli strumenti messi in campo è il Nuragica Atlas, nato per censire e mappare il grande patrimonio archeologico dell’Isola.

E per la Sardegna l’avventura Unesco ha già un precedente recentissimo. Nel 2025 sono entrate nella World Heritage List le Domus de Janas, con il riconoscimento della “Tradizione funeraria nella Preistoria della Sardegna”, composta da 18 siti. Nell’Isola sono conosciute circa 3.500 tombe scavate nella roccia, testimonianza di una storia ancora più antica, sviluppatasi tra il V e il III millennio avanti Cristo.

Adesso il testimone passa alla Sardegna protostorica.

Dalle tombe dei giganti ai pozzi sacri, fino ai grandi paesaggi segnati dalla presenza dei nuraghi, l’Isola porta davanti all’Unesco una delle parti più riconoscibili e misteriose della propria storia. E questa volta la corsa verso il 2027 è appena cominciata.

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