Incendio tra Monserrato e Selargius stermina oltre 750.000 api: cittadini uniti per salvare le superstiti
Il fuoco distrugge, ma l’altruismo di una comunità può essere più forte della devastazione. Nelle campagne tra Monserrato e Selargius, recentemente ferite da un rogo che ha incenerito ettari di vegetazione, il dolore si è trasformato in un’eccezionale mobilitazione spontanea. L’incendio non ha solo distrutto i campi, ma ha colpito duramente l’ecosistema locale, provocando la morte di oltre 750.000 api, pilastri fondamentali per la biodiversità del territorio.
Davanti a questo disastro, Cristiano Meloni, amministratore della pagina Facebook La voce di Monserrato, ha voluto dedicare una profonda riflessione all’azione di una decina di cittadini che hanno deciso di non voltarsi dall’altra parte, unendo le forze per ripulire l’area, sostenere gli apicoltori colpiti e creare le condizioni per il ritorno degli insetti impollinatori.
Le ferite lasciate dagli incendi in Sardegna sono profonde, eppure la reazione della macchina della solidarietà ha dimostrato la coesione del tessuto sociale locale. «Ci sono ferite che il fuoco lascia sulla terra e altre che lascia nel cuore» osserva con commozione Cristiano Meloni. «L’incendio che ha devastato le campagne di Monserrato e Selargius non ha soltanto annerito campi e colline: ha spezzato il silenzioso battito della natura, portando via la vita di oltre 750.000 api, piccole creature che, con instancabile dedizione, custodiscono l’equilibrio del nostro pianeta».
Anziché abbandonarsi alla rassegnazione, il gruppo di volontari si è stretto attorno alla tragedia ecologica, rievocando lo spirito delle più antiche tradizioni sarde di mutuo soccorso e unione comunitaria. «Si sono unite come nella più autentica ramadura, quando una comunità si stringe insieme per preparare un cammino di speranza» sottolinea l’amministratore della pagina social. «Ma questa volta il sentiero non era destinato al passaggio di qualcuno: era dedicato alla rinascita delle api, simbolo della vita che continua, della natura che non smette mai di credere nel domani. In un tempo in cui troppo spesso fanno notizia l’indifferenza e l’egoismo, voi avete scritto una pagina meravigliosa di umanità».
Il valore del gesto va ben oltre il pur fondamentale aiuto materiale. Le api sono infatti le instancabili sentinelle dell’ambiente: dal loro incessante lavoro di impollinazione dipende la riproduzione di migliaia di specie vegetali, la sopravvivenza delle colture che ci nutrono e l’ossigeno degli alberi. Proteggerle significa, di fatto, proteggere la vita umana.
Meloni rimarca l’impatto a lungo termine di questa mobilitazione, destinata a lasciare un’impronta indelebile sul territorio: «Ci sono persone che costruiscono monumenti di pietra destinati a sfidare il tempo. Voi avete costruito qualcosa di ancora più grande: un monumento invisibile fatto di altruismo, speranza, solidarietà e amore. Un monumento che vivrà nel ronzio di ogni ape che tornerà a volare, nel profumo di ogni fiore che rifiorirà e nella gratitudine di una terra che oggi può ancora sperare. Grazie per averci ricordato che il vero valore di una comunità si misura dalla capacità di prendersi cura di ciò che non ha voce. Perché, in fondo, salvare le api significa salvare un pezzo di futuro».
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