Impresa leggendaria in Formula Uno: il trionfo iridato di Kimi Antonelli riaccende il mito automobilistico tricolore 73 anni dopo la pietra miliare di Ascari
Impresa leggendaria in Formula Uno: il trionfo iridato di Kimi Antonelli riaccende il mito automobilistico tricolore 73 anni dopo la pietra miliare di Ascari.
Il motorsport internazionale assiste a una pagina destinata a rimanere scolpita negli annali della Formula Uno: Kimi Antonelli fa la storia, è il nuovo campione del mondo.
L’impresa del talentuoso pilota bolognese della Mercedes si è concretizzata con il terzo posto al traguardo nel GP del Messico, un piazzamento che riporta il titolo iridato in Italia 73 anni dopo Ascari.
Alla vigilia del weekend decisivo il prodigio emiliano aveva promesso che avrebbe fatto del suo meglio per portare in alto il tricolore e l’ha fatto con straordinaria determinazione.
Si tratta di un’impresa storica per il pilota ventenne della Mercedes, capace di infrangere anche il record di campione del mondo più giovane nella storia della Formula Uno.
Il traguardo è giunto al culmine di una gara che si era preannunciata in salita a causa delle sue precarie condizioni fisiche, dovute a un virus con febbre alta che l’aveva colpito nei giorni scorsi.
Alla domanda se ho dormito stanotte, l’atleta aveva raccontato ai cronisti nel pre-gara, dopo essersi presentato al paddock mano nella mano con la sorellina undicenne Maggie, che è stata la notte migliore della settimana, aggiungendo di essere crollato nel letto e di aver dormito tanto e bene perché ero stanchissimo.
L’ordine d’arrivo sul circuito messicano ha visto piazzarsi al traguardo prima la Red Bull di Max Verstappen davanti alla Ferrari di Lewis Hamilton, mentre si è classificata quarta l’altra Rossa di Charles Leclerc.
Nel momento del trionfo sono arrivate le parole di commozione di Kimi: ce l’abbiamo fatta, non starei qui senza la Mercedes e la mia famiglia, sono grato a loro, ha dichiarato il neo-campione fra le lacrime di gioia.
Il giovane talento ha poi sottolineato come sia stata una stagione incredibile, ribadendo quanto sia incredibile e pazzesco condividere il podio con campioni del calibro di Hamilton e Verstappen, per poi concludere con un caloroso grazie mille Messico.
Un trionfo annunciato, quello del prodigio bolognese, arrivato a ben quattro gare dal termine di una stagione dominata fin dal via dal pilota della scuderia tedesca.
Questo successo giunge a dispetto di un primo anno con la Stella d’Argento che lo aveva visto in grande difficoltà, elemento che aveva suscitato più di una critica e ripensamento sulle sue capacità di correre in un top team.
Quest’anno, invece, Antonelli è andato oltre ogni più rosea aspettativa, stupendo tutti gli addetti ai lavori per il suo eccelso modo di guidare, fino a spazzare via ogni dubbio sulle sue qualità.
Fin dalle prime gare l’infallibile Kimiferma ha messo in riga tutti i suoi rivali in pista, dai più titolati Hamilton e Verstappen fino al suo più accreditato compagno di squadra George Russell, il quale ha dovuto infine arrendersi per manifesta superiorità del collega.
Si tratta di un mondiale strameritato, conquistato grazie anche alla superiorità del motore Mercedes.
Questa supremazia tecnica era apparsa evidente già nel tempio della velocità di Monza, lo scorso settembre.
In quell’occasione Antonelli, un talento cresciuto tra l’Aci Team Italia e la Mercedes Academy che ha deciso con coraggio di puntare su di lui a differenza della Ferrari, è riuscito nell’impresa di vincere partendo dal fondo della griglia.
Quella memorabile vittoria lombarda aveva fatto impazzire di gioia anche i tifosi delusi ancora una volta dalle prestazioni delle Rosse, rivelatesi non all’altezza nella gara di casa.
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