Il segreto dei fenicotteri rosa: dalla nascita grigiastra al miracolo del piumaggio rosa. Perché hanno questo colore?
Il segreto dei fenicotteri rosa: dalla nascita grigiastra al miracolo del piumaggio rosa. Perché hanno questo colore?
Quello che non tutti sanno riguarda il motivo per cui i fenicotteri hanno le piume rosa. Quando nascono, infatti, i fenicotteri sono grigiastri e non hanno nel piumaggio quel caratteristico colore rosa che li contraddistingue.
Questo ci spinge a scoprire che cosa succede dalla nascita all’età adulta. A testimoniarlo ci sono le splendide immagini dei fenicotteri che nidificano e covano nella laguna di Molentargius. Esse documentano l’evento naturalistico più bello dell’anno, che si verifica dal 1992 e avviene, episodio unico in Italia, solo in Sardegna. Si tratta della nidificazione e della covata del fenicottero rosa, un uccello palustre che dagli anni Novanta ha scelto Cagliari per la covata, per la crescita dei pulli, ovvero i piccoli del fenicottero, e naturalmente per il cibo. Quest’ultimo è rappresentato dall’artemia salina, il gamberetto che a sua volta si ciba di un’alga ricca di betacarotene, la dunaliella salina.
È proprio questa sostanza che conferisce, durante la crescita, il caratteristico colore rosaceo al piumaggio dell’animale. Il fenicottero, infatti, quando nasce ha un piumaggio biancastro-grigiastro. Da quando sono stanziali, i fenicotteri a Cagliari e nell’Isola sono sempre di più. In Sardegna questi meravigliosi uccelli sono protagonisti ormai non più solo del periodo estivo. Non è raro, infatti, la notte assistere ad un volo di fenicotteri, rigorosamente schierati a V, intenti a spostarsi fra i due stagni del cagliaritano, Molentargius e Santa Gilla. Che i fenicotteri amino la Sardegna, poi, non sarebbe solo una supposizione ma una certezza. C’è di più: pur essendo degli uccelli, anche i fenicotteri, in maniera analoga ai mammiferi, allattano il proprio piccolo. Non si tratta di vero e proprio latte, certo, e sa genti arrubia non è certo dotata di mammelle. Tuttavia, sia il maschio che la femmina di fenicottero nutrono i propri pulli con il cosiddetto latte di gozzo. Nei fenicotteri, la prolattina stimola sia nelle femmine che nei maschi questo latte particolare. Si tratta di un cibo parzialmente digerito misto a muco che, prodotto dai tessuti della gola, viene rigurgitato nella bocca del piccolo. Un compito che spetta tanto alla femmina quanto al maschio, in una perfetta parità di compiti nella cura dei nuovi nati.
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