Il curioso castello di Las Plassas, in cima ad un colle troncoconico, dove visse anche Eleonora d’Arborea
Vivi Quartu

Il curioso castello di Las Plassas, in cima ad un colle troncoconico, dove visse anche Eleonora d’Arborea

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28 September 2026
09:44
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Il curioso castello di Las Plassas, in cima ad un colle troncoconico, dove visse anche Eleonora d’Arborea.

L’inviolabile sentinella della Marmilla: storia, segreti e rinascita del Castello di Las Plassas.

Al centro della parte centro-meridionale della Sardegna, immersa nella cornice di una fertile e secolare ‘terra del grano’, si staglia un rilievo naturale di impeccabile e singolare regolarità. È sopra questa altura di 270 metri, dalla caratteristica forma perfettamente conica e mamillare – da cui prende storicamente il nome l’intera regione della Marmilla –, che si erge l’imponente fortezza medioevale di Las Plassas. Questo curioso e affascinante castello di età giudicale è stato per secoli protagonista assoluto delle vicende storiche del Medioevo dell’Isola, svettando sulla sommità del colle troncoconico come un perenne presidio di pietra.

La roccaforte rappresentava uno snodo strategico della ‘cintura’ difensiva e di confine eretta dal giudicato di Arborea, integrata e coordinata con altre due imponenti strutture militari: il castello di Monreale situato a Sardara e quello di Arcuentu nel territorio di Guspini. Nel quadro del prolungato e sanguinoso conflitto contro la Corona d’Aragona, la fortezza di Marmilla svolse un ruolo di fondamentale importanza. Un’intensa narrazione storica e popolare racconta che tra le sue mura trovarono riparo e soggiornarono prima il celebre giudice Mariano IV e successivamente, con ogni probabilità, sua figlia, la mitica giudicessa Eleonora, sovrani illustri ricordati per essere stati i co-autori del fondamentale codice di leggi sarde noto come Carta de Logu.

 

Sebbene l’origine dell’impianto difensivo sia da collocare in un’epoca precedente, entro la prima metà del XII secolo, la prima menzione ufficiale in un documento scritto risale all’anno 1172, quando la struttura venne ceduta dagli arborensi alla Repubblica di Genova. Teatro di contese e scontri lungo l’intero Medioevo isolano, il castello conobbe una svolta decisiva all’indomani de sa Batalla di Sanluri del 1409, a seguito della quale entrò a far parte dei domini aragonesi, conservando la propria funzione difensiva per circa un secolo. In seguito, durante l’età feudale, alcuni dei suoi ambienti interni continuarono a rimanere operativi e vennero adibiti a carcere sino al XIX secolo.

Sul piano costruttivo, la fortezza fu eretta direttamente su un basamento roccioso opportunamente ‘regolarizzato’ mediante l’impiego di blocchi di arenaria ben squadrati. Sfruttando appieno i 550 metri quadri disponibili sulla sommità del colle, l’edificio si sviluppa secondo una pianta esagonale irregolare. Nel corso del tempo il complesso fu oggetto di molteplici interventi di ristrutturazione, tra i quali il più significativo è riconducibile all’opera del giudice Mariano II sul finire del XIII secolo. In epoca contemporanea, un importante intervento di consolidamento eseguito nel 2001 ha permesso di preservare i resti del monumento, consentendo oggi di ammirare quasi del tutto integre la torre maestra, le murature perimetrali e interne, nonché una grande cisterna scavata nella roccia che, affiancata da un secondo serbatoio situato all’esterno della cinta muraria, garantiva il costante approvvigionamento idrico.

Le mura (Wikipedia)

L’attenta analisi dei ruderi permette di distinguere con chiarezza la suddivisione funzionale degli spazi originali, organizzati tra alloggi per la guarnigione, magazzini, depositi per il grano, corte d’armi e locali della guardiania. Le approfondite campagne di scavo archeologico condotte nel sito hanno portato alla luce una ricca varietà di reperti: si va da parti dell’arredo architettonico a ceramiche di pregevole fattura databili tra il XIII e il XVI secolo, affiancate da resti di una macina, frammenti di armi, oggetti in vetro e testimonianze di cibo dell’epoca.

Oggi questo inestimabile patrimonio è esposto e valorizzato all’interno del MudA, il museo del castello allestito in un’elegante dimora campidanese dell’Ottocento nel centro di Las Plassas. Attraverso un articolato percorso multimediale della durata di un’ora e mezza, che culmina in una fiction dedicata alla visita di Mariano IV al castello, il museo offre una ricostruzione immersiva della quotidianità delle guarnigioni e della vita medioevale in Sardegna. I pannelli esplicativi illustrano abiti, abitudini culinarie, attrezzi da lavoro e prodotti agropastorali del periodo. Infine, un’intera sezione è dedicata alle frequentazioni più antiche del territorio, dove spicca per straordinario interesse un’epigrafe latina del I secolo d.C. in cui il popolo locale degli Uneritani consacrava un tempio a Giove Ottimo Massimo.

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