«Denise è morta perché non educate i vostri figli»: il grido della madre e l’invito alla veglia di preghiera a Monserrato
Vivi Quartu

«Denise è morta perché non educate i vostri figli»: il grido della madre e l’invito alla veglia di preghiera a Monserrato

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Admin Quartu.NET
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22 August 2026
10:00
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È un grido devastante ma intriso di profonda dignità, quello che Rayssa Atzori, madre della giovane Denise Mantega, morta tragicamente a Monserrato, sceglie di affidare alla rete. In un momento di inconsolabile strazio, la donna rompe il silenzio non solo per ringraziare chi si è stretto attorno alla famiglia, ma per trasformare la perdita della sua “principessa” in un’accusa urgente e fondamentale.

Un messaggio duro indirizzato a tutta la comunità, agli utenti dei social network e soprattutto ai genitori: «Le parole hanno un peso e rimbombante nella testa. Se ora io piango mia figlia è proprio per quel motivo: dalla scuola alla piazzetta lei ha subito insulti costanti e pesanti. Denise è morta perché voi non educate i vostri figli».

Il racconto di Rayssa fa luce su una realtà quotidiana fatta di derisioni e prevaricazioni feroci emersa con chiarezza solo a posteriori: «Due giorni prima (cosa che ho scoperto dopo) è stata accerchiata e insultata da dieci ragazzini nella piazzetta, che la prendevano in giro dicendole di ogni cosa: si sono dovute mettere in mezzo delle signore del vicinato per dire di lasciarla in pace! Invece di pensare a me e a come sfogo la mia rabbia, pensate a educare i vostri figli nell’amore».

Con dolorosa onestà, la madre confessa anche il proprio senso di impotenza: «Se ho sbagliato è solo perché non ho capito la gravità. Quando lei mi diceva che prima o poi li avrebbe picchiati, io le dicevo di non dare troppa importanza e che se ne doveva fregare». Un consiglio dettato dal tentativo di minimizzare e proteggerla, rivelatosi purtroppo insufficiente contro la brutalità degli attacchi.

Di fronte alle critiche di chi giudica lo sfogo di una madre sui social, Rayssa risponde con incrollabile fermezza: «Scrivere su Facebook non significa non soffrire. Io sono morta con lei, ma ho un’altra figlia di 18 anni e uno di cinque mesi: non posso stare buttata a letto a piangere, sono costretta a reagire. Fidatevi che sarebbe stato molto più semplice arrendermi al dolore invece di reagire».

In risposta al dolore della famiglia e per offrire un momento di raccoglimento a tutta la cittadinanza, è stato organizzato un incontro di preghiera aperto a chiunque desideri partecipare, anche a chi non la conosceva personalmente: Rosario per Deny, Venerdì 28 agosto, ore 19:00, Via Don Bosco, sotto la fermata della metropolitana di Monserrato.

Nonostante il dolore sordo, Rayssa ha voluto esprimere un sincero ringraziamento a tutte le persone che sono venute a rendere omaggio alla sua bambina, alle mamme sconosciute che le hanno inviato messaggi di conforto, a chi continua a pregare per l’anima di Denise e a chi ha saputo rispettare il silenzio senza fare domande morbose. Il ritratto finale tracciato dalla madre rimane scolpito nella coscienza di tutti: «Non venite a giudicare me né lei: l’unica sua colpa era l’essere troppo buona, e questo mondo una ragazza come lei non se la meritava».

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