Cagliari e la sua prima pietra d’inciampo: è per Mario Giovanni Pani, giovane marinaio deportato nei lager nazisti
Un piccolo blocco di pietra ricoperto da una piastra d’ottone lucente, incastonato nel selciato cittadino per costringere chiunque passi a fermarsi, riflettere e ricordare. Il 9 marzo 2026 Cagliari ha posato la sua prima Pietra d’Inciampo (Stolpersteine), dedicandola alla memoria di Mario Giovanni Pani, giovane cagliaritano vittima della deportazione nazifascista. La data dell’installazione non è casuale: coincide esattamente con il giorno della sua nascita, avvenuta il 9 marzo 1923.
Il luogo prescelto per l’opera è l’altezza del civico 112 di viale Sant’Avendrace, punto in cui un tempo sorgeva l’abitazione della famiglia Pani, poi andata distrutta. La storia di Mario Giovanni Pani si intreccia con i drammi del Secondo Conflitto Mondiale. Arruolato nel gennaio 1942 dal Consiglio di Leva Marittima per la ferma di 28 mesi, nel maggio 1943 viene destinato al Deposito della Regia Marina di La Spezia.
Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, Pani diventa uno dei tanti militari “sbandati” costretti a nascondersi nelle campagne liguri per sfuggire ai rastrellamenti nazifascisti. Trova rifugio e protezione grazie a un gruppo di partigiani sardi, guidati dal pretore di Sampierdarena Dino Col (per il quale viene contestualmente prevista la posa di un’altra pietra d’inciampo a Sassari, insieme a quella per Giovannico Biddau). Stabilitosi a Genova, Pani viene purtroppo individuato e arrestato nel luglio del 1944.
Il percorso verso la tragedia ha inizio il 17 agosto 1944 con il trasferimento nel campo di transito di Bolzano. Il 5 settembre dello stesso anno Pani viene inserito nel cosiddetto “Trasporto 81”: un convoglio di 432 deportati politici italiani ammassati in vagoni mefitici destinati al campo di concentramento di Flossenbürg. Registrato con la matricola 21735, Pani riceve il triangolo rosso dei prigionieri politici.
Come ricostruito dalle ricerche dello storico Alberto Bocchetta nel volume I sardi del Trasporto 81, dopo la quarantena il giovane viene trasferito il 30 settembre 1944 nel duro sottocampo di Hersbruck, costretto a scavare gallerie per gli impianti bellici tedeschi. Stremano dalla fatica e dalle privazioni, l’8 marzo 1945 viene inviato a Bergen Belsen, il campo di concentramento destinato ai malati terminali (lo stesso dove poche settimane prima avevano trovato la morte Anna Frank e la sorella Margot). Lasciato al freddo, denutrito e senza alcuna cura, Mario Giovanni Pani si spegne ad appena 22 anni compiuti. Bergen Belsen verrà liberata dalle truppe britanniche solo un mese più tardi, il 15 aprile 1945.
Ideate nel 1992 dall’artista tedesco Gunter Demnig, le Pietre d’Inciampo rappresentano un monumento diffuso in tutta Europa per collocare nei luoghi di vita quotidiana i nomi, le date e i destini delle vittime della barbarie nazista.
In Sardegna la rete della memoria si sta ampliando progressivamente grazie all’impegno di istituzioni e associazioni come l’Anppia e l’Issasco (Istituto sardo per la storia dell’antifascismo e della società contemporanea). Fino al 2024 le pietre erano presenti a Sestu (Pietro Meloni), Sassari (Zaira Coen Righi), San Vero Milis (Cosimo Orrù) e Burcei (Isidoro Frigau). Nel 2025 sono state posate le pietre a Iglesias (Franco Cristiani) e Suelli (Giovanni Pitzalis), seguite a inizio 2026 da Escalaplano per ricordare Luigi Murgia. L’obiettivo è ricostruire le storie di tutti i 15 deportati sardi del “Trasporto 81” e collocare un simbolo di memoria nei rispettivi Comuni d’origine dell’isola.
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