Adolescenti fragili, da Cagliari l’appello: «Le famiglie non possono essere lasciate sole»
Vivi Quartu

Adolescenti fragili, da Cagliari l’appello: «Le famiglie non possono essere lasciate sole»

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25 September 2026
11:36
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Prevenire il disagio prima che diventi emergenza e costruire una rete capace di sostenere ragazzi e famiglie. È il messaggio emerso dal convegno “Adolescenti fragili: la solitudine delle famiglie”, promosso dall’Associazione Epoché e ospitato il 23 settembre dalla Fondazione di Sardegna a Cagliari.

Una giornata molto partecipata che ha riunito rappresentanti della sanità, della scuola, dei servizi sociali e delle istituzioni per affrontare un tema sempre più sentito: la difficoltà delle famiglie nel trovare risposte coordinate quando un adolescente attraversa una situazione di fragilità.

Ad aprire i lavori è stata Caterina Deidda, presidente dell’Associazione Epoché, che ha sottolineato come i cambiamenti che riguardano il mondo degli adolescenti richiedano anche servizi capaci di evolversi. L’obiettivo, ha spiegato, deve essere quello di intervenire prima che il disagio diventi sofferenza profonda e che l’emergenza resti l’unico momento nel quale è possibile agire.

Tra i momenti più intensi della giornata anche la presentazione di “Restare” di Martina Marras, curata da Michela Calledda, che ha portato al centro del confronto una testimonianza diretta.

Numerosi gli interventi di rappresentanti delle istituzioni e dei servizi, con esperienze provenienti dalla sanità, dalla neuropsichiatria infantile, dalla scuola, dai Comuni e dal mondo associativo. Dal confronto è emersa soprattutto la necessità di trasformare la collaborazione tra professionisti in un vero sistema stabile e organizzato, che non dipenda soltanto dalla disponibilità dei singoli operatori.

«Non possiamo chiedere alle famiglie di trovare da sole la strada tra servizi, competenze e istituzioni proprio quando sono più fragili», ha sottolineato Deidda, richiamando la necessità di investire maggiormente nella prevenzione e di considerare il disagio adolescenziale come una responsabilità dell’intera comunità.

Le conclusioni sono state affidate alla Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza della Sardegna, Anna Cau, che ha ribadito l’importanza di dare continuità al confronto.

Per Epoché, infatti, l’incontro di Cagliari non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso da proseguire per rafforzare la prevenzione, riportare l’educazione al centro della responsabilità collettiva e costruire risposte capaci di non lasciare soli né i ragazzi né le loro famiglie.

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