60 anni di Cineteca Sarda: i grandi capolavori del cinema tornano sul grande schermo a Cagliari e Carbonia
Proseguono gli appuntamenti in programma per i 60 anni della Cineteca Sarda, tappa importante e significativa che segna sessant’anni di memoria, cinema e innovazione (1966 – 2026). Dopo la presentazione a Cagliari del progetto di archivio digitale “Nara” e l’inaugurazione a Sassari della mostra fotografica dedicata a Fiorenzo Serra, tornano sul grande schermo i primi film della Cineteca Sarda: cinque appuntamenti a Cagliari e Carbonia – sedi della Società Umanitaria nell’Isola insieme ad Alghero – dal 19 al 27 ottobre, un viaggio alle origini di un patrimonio cinematografico, tra grandi classici, cinema civile e memoria del territorio.
Le proiezioni anticipano il convegno nazionale del 23 e 24 ottobre Cineteca Sarda e le cineteche italiane: prospettive e futuro, per discutere il futuro degli archivi cinematografici e la loro funzione nella società contemporanea. La rassegna, intitolata “60 anni di Cineteca Sarda. Le origini. Nascita di una cineteca”, riporta sotto i riflettori alcuni dei primi film acquisiti dalla Cineteca: “Non si tratta soltanto di riproporre opere importanti della storia del cinema, ma di tornare alle ragioni che, a partire dal 1966, hanno dato vita a un’istituzione impegnata nella conservazione, nella conoscenza e nella diffusione della cultura cinematografica”, spiega Antonello Zanda, direttore del Centro Servizi Culturali di Cagliari della Società Umanitaria.
“Le prime acquisizioni raccontano infatti un’idea precisa di cinema: un linguaggio artistico capace di interrogare la società, di dare voce a chi ne è stato escluso e di contribuire alla formazione di uno sguardo critico. Dal cinema rivoluzionario sovietico al neorealismo italiano, fino alle esperienze del cinema sociale e politico del dopoguerra, i film scelti restituiscono alcune delle matrici culturali che hanno orientato il lavoro della Cineteca Sarda e del suo fondatore, Fabio Masala”.
Le proiezioni a Cagliari. Si parte domani, lunedì 19 ottobre, alle 21, al Greenwich d’essai Cinema (via Sassari 67) con Tempeste sull’Asia (1928) di Vsevolod Pudovkin. Tra le opere maggiori del cinema muto sovietico, il film racconta la vicenda di un giovane mongolo coinvolto nelle lotte contro l’occupazione straniera. La pellicola appartiene alla stagione in cui il cinema sovietico elaborò alcune delle più importanti innovazioni del linguaggio cinematografico, contribuendo a ridefinire il rapporto tra immagini, storia e coscienza sociale.
Mercoledì 21, alle 18.30, al Cinema Spazio Odissea (viale Trieste 84) Paisà (1946) di Roberto Rossellini, opera fondamentale del neorealismo italiano, che racconta la Liberazione attraverso sei episodi ambientati in diverse regioni d’Italia, seguendo l’avanzata degli Alleati dalla Sicilia al Nord. Un film nel quale il destino dei singoli si intreccia con la tragedia e le speranze di un intero Paese.
Sciuscià (1946) di Vittorio De Sica, uno dei film più intensi del neorealismo, verrà proiettato martedì 27 ottobre, alle 18, al Greenwich d’essai Cinema. Nella Roma del dopoguerra due ragazzi si guadagnano da vivere come lustrascarpe e sognano di acquistare un cavallo. Attraverso lo sguardo dei bambini l’opera racconta le conseguenze morali e sociali della guerra, denunciando l’incapacità delle istituzioni di comprendere e proteggere i più fragili. Il film ottenne un Oscar onorario nel 1948.
Le proiezioni a Carbonia. Nella Grande Miniera di Serbariu, Sala Fabio Masala – La Fabbrica del Cinema martedì 20 ottobre, alle 18, sarà possibile vedere Sfida a Silver City (Il sale della terra) (1954) di Herbert J. Biberman. E’ uno dei film più significativi del cinema sociale americano, girato in pieno clima maccartista e ispirato a uno sciopero realmente avvenuto tra i minatori del New Mexico, per rivendicare condizioni di vita e di lavoro più giuste. La sua proiezione a Carbonia, città segnata dalla storia mineraria, assume un significato particolare. Verrà poi presentato L’isola del carbone (1952) di Romolo Marcellini, documentario realizzato nei primi anni Cinquanta, recentemente ritrovato e restaurato, e dedicato alle trasformazioni socioeconomiche della Sardegna di quell’epoca. Il lavoro si chiude proprio con la rappresentazione della realtà carbonifera dell’Isola.
Giovedì 22, alle 18, si potrà assistere a Cristo fra i muratori (Give Us This Day) (1949) di Edward Dmytryk. Tratto dal romanzo Christ in Concrete di Pietro Di Donato, il film racconta la vita degli immigrati italiani impegnati nell’edilizia a New York, fra precarietà, sfruttamento e aspirazioni a una vita dignitosa. Realizzato in un periodo segnato dalle tensioni politiche del dopoguerra americano, l’opera rappresenta un’importante testimonianza del cinema di denuncia e della condizione degli emigrati italiani.
L'articolo 60 anni di Cineteca Sarda: i grandi capolavori del cinema tornano sul grande schermo a Cagliari e Carbonia sembra essere il primo su cagliari.vistanet.it.
Fonte originale: [Link]